Sanità: cari Morrone e Stasi, la legge non è carta igienica

STASI - MORRONE

 

Ennio Morrone e Antonella Stasi. Due che fanno affari nella sanità privata, il primo direttamente con le sue cliniche, la seconda per quelle del marito Massimo Marrelli. Perché vogliono per forza procedere con le nomine dirigenziali, nonostante il parere contrario dell’Avvocatura dello Stato?

 

di Dalila NESCI

 

A pensar male si fa peccato, ma spesso s’indovina. Qualche dubbio, in effetti, viene visto il pieno conflitto d’interessi di chi, oggi, preme a più non posso affinché vengano nominati i nuovi dirigenti delle aziende sanitarie provinciali. Parliamo del consigliere regionale Ennio Morrone, di Forza Italia, e della presidente della Regione Calabria Antonella Stasi, del Nuovo Centrodestra. I due stanno nella sanità privata; il primo per le proprie cliniche, la seconda per quelle del marito.

Bisognerebbe sfatare qualsiasi tipo di dubbio. Ci spieghino allora perché vogliono nominare per forza nuovi dirigenti delle aziende sanitarie provinciali, per cui la giunta regionale procederà probabilmente lunedì 8 settembre.

A prescindere da tutto, è la prova – semmai ce ne fosse bisogno – che i due sbeffeggiano la legge e considerano carta igienica il parere dell’Avvocatura dello Stato, che di recente ha chiarito al mondo l’impossibilità, per la giunta della Calabria, di nominare dirigenti pubblici.

Alla fine della legislatura regionale stiamo assistendo, in un diffuso e complice silenzio, allo snaturamento delle istituzioni elettive, che calpestano le regole per consolidare il potere in vista delle regionali. Anziché revocare le nomine illegittime, la giunta Stasi vuole moltiplicarle. La sanità è il problema più grosso e urgente della Calabria, ma con questi soggetti, protetti dal governo delle sporche intese, si avranno soltanto maggiori danni e guai.

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