AEROPORTI CALABRESI: OLIVERIO IN ALTO MARE

Circa la (mancata) ripresa dei voli a Crotone si è detto tanto. L’aeroporto è stato riaperto ma non è operativo. Il gestore Sacal ha compiuto degli investimenti, consentendo un reset dello scalo. Inoltre, da fonte certa, sta preparando un’azione legale per danni di immagine e alla funzionalità dell’aeroporto.

Da copione, il governatore della Calabria, Mario Oliverio, ha fatto pubblicità di sé, ma poi è rimasto con un pugno di mosche. Aveva annunciato un successo che alla prova dei fatti si è rivelato nullo. La compagnia Fly Servus, che doveva garantire il servizio da Crotone, si è tirata indietro per aver ricevuto pochissime prenotazioni; col rischio, dunque, di rimetterci.

Questa è storia nota, seguita da polemiche politiche di stampo localistico. Si è trattato, insomma, del solito rumore di una Calabria che non guarda l’orizzonte, non progetta e non si accorge della diffidenza fuori regione, causata dalla pervasività dell’organizzazione criminale, questa confermata dalle più recenti inchieste e dagli arresti massicci; da ultimo quelli di Stige, l’operazione della Dda di Catanzaro che ha ricostruito un grosso giro di affari tra ‘ndrangheta e politica dalla Sila alla ionica crotonese. Il punto è uno: il dominio e l’orrore delle cosche hanno pesanti riflessi nell’economia. Investire in Calabria diventa perciò problematico. Il lavoro di recupero si annuncia lungo e complesso.

Adesso Sacal sta cercando nuovi vettori per Crotone, puntando sulla definizione, si spera prossima, di due bandi regionali con 24 milioni complessivi di fondi europei, per tre anni e a vantaggio dei 3 aeroporti calabresi: uno per la pubblicizzazione degli scali calabresi, l’altro per le nuove rotte. Intanto, la programmazione per le grosse compagnie è già chiusa, quindi il gestore Sacal dovrà per Crotone rivolgersi a compagnie più piccole e guardare pure alle possibilità di voli charter.

Stando all’attuale gestione unica del sistema aeroportuale calabrese, il futuro degli aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria va inquadrato in una logica unitaria. Il primo è internazionale; il secondo vive, ad oggi, di soluzioni tampone e rinnovi contrattuali periodici. Non possiamo dimenticare, nell’affrontare in breve l’argomento, che i collegamenti interni restano, in Calabria, molto problematici. Il trasporto è, a riguardo, molto indietro. I partiti tradizionali ignorano questa priorità, preferendo illudere i calabresi e rinviare un confronto serio di merito, su cui insistiamo da tempo e che, per loro conto, gli esperti, gli addetti ai lavori chiedono a Oliverio, con tanto di dati e proposte pubblici.

Nei mesi scorsi il Movimento 5stelle, su mio impulso, suggerì alla Regione Calabria di investire nel sistema aeroportuale, avviando una interlocuzione politica con il governo centrale e con l’Unione europea, al fine di reperire risorse utilizzabili, sul presupposto che l’investimento pubblico sui voli rende, a beneficio dell’economia generale, 10 volte di più. Oliverio si è reso sordo, e al momento non ha un piano né una visione di lungo periodo. Proprio come avevamo avvertito nella scorsa primavera.

 

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