Dall’Europa alle realtà locali la Rai al servizio dei cittadini

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Sono stati approvati tre miei emendamenti al contratto di servizio Rai. Da oggi ci sono le basi giuridiche perché il cittadino sia realmente informato sui fatti italiani e, soprattutto, europei.

 

di Dalila NESCI

 

Dopo l’approvazione del mio emendamento che garantisce l’accesso alla programmazione innanzitutto ai cittadini, ai movimenti, alle associazioni e solo infine ai partiti (contrariamente a quanto previsto dal testo iniziale che nemmeno menzionava la parola “cittadini”), sono stati approvati in Vigilanza Rai altri tre emendamenti che possono assicurare una svolta importante nell’informazione.

Cominciamo dal primo, con il quale la Rai “assicura spazi […] per la diffusione dell’educazione finanziaria, economica ed energetica quale strumento di tutela del consumatore, attraverso iniziative di informazione ed educazione volte a diffondere la cultura finanziaria, economica ed energetica fra il pubblico, a partire dall’economia dell’Europa unita e dal Meccanismo europeo di stabilità”. Con questo emendamento la Rai dovrà rendere trasparente e cristallino anche ciò che per troppo tempo è stato oggetto oscuro, accessibile solo a tecnici e burocrati. I cittadini saranno dunque informati (perciò tutelati) anche sui meccanismi finanziari che troppo a lungo hanno soffocato il nostro Paese, nel silenzio dei media.

Il secondo emendamento, invece, prevede che si dia a ciascuna sede regionale maggiore autonomia, per raccontare i singoli territori, i loro problemi ed esigenze ma anche le ricchezze ed eccellenze. Insomma, vogliamo trasparenza e chiarezza d’informazione a tutti i livelli, dalle strutture finanziarie europee fino alle singole realtà locali: solo così ogni cittadino potrà usufruire di un servizio realmente pubblico.

La Rai, d’altronde, è da sempre la principale agenzia nazionale di formazione: ha il compito di raccontare e, prima ancora, di far conoscere. Ed ecco allora il terzo emendamento approvato, con il quale si obbliga la Rai a garantire un servizio volto innanzitutto “alla conoscenza della vita quotidiana delle istituzioni”. In pratica, si tratta di un obbligo a fornire informazioni sulle attività nei palazzi: dalla formazione delle leggi alle opportunità per i cittadini.

È soltanto in questo modo, assicurando conoscenza e informazione dal singolo territorio regionale fino alle strutture finanziare, per troppo tempo sottaciute, dell’UE e della BCE, che si può realmente tutelare il cittadino, offrendo un vero servizio pubblico, non più succube del potere politico, economico o lobbistico.

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