Arpacal, destra e sinistra uguali nell’uso corrotto del potere. Il cambiamento è solo Cantelmi

scalzo

 

 

I rinvii a giudizio per la vicenda Arpacal di Diego Tommasi e Antonio Scalzo, già assessore e consigliere regionale del centrosinistra, provano che i politici sono tutto uguali nella gestione del potere.

 

di Dalila NESCI

 

Non c’era solo un problema per le nomine dirigenziali effettuate dagli Scopelliti’s. Il metodo è uguale a desta come a sinistra: il potere in Calabria è gestito per occupare ulteriori spazi di potere, a prescindere dal bene comune. Da due anni denunciamo queste prassi politiche, che hanno sfasciato la sanità e comportato grossi problemi per la tutela dell’ambiente e dell’acqua. Proprio com’è accaduto con la vicenda Arpacal dove è scattato il rinvio a giudizio per i dieci indagati, tra cui anche Diego Tommasi e Antonio Scalzo (candidato dal Pd. E parlano pure di cambiamento…). L’inchiesta verte sulle irregolarità nell’attribuzione di incarichi, nell’erogazione di fondi e nell’espletamento di selezioni per progressioni verticali di carriera. Insomma, dagli Scopelliti’s al nuovo-vecchio Pd targato Oliverio e Magorno, non cambia assolutamente nulla: affari, amici, disinteresse totale per il bene pubblico.

Con Cantelmi governatore cambierà tutto. Le agenzie e gli enti regionali saranno gestiti da dirigenti estranei alla politica, sulla base del merito. Soltanto il Movimento Cinque Stelle, che non ha gruppi di potere da accontentare, può garantire questa rivoluzione amministrativa in Calabria.

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