Assunzioni sanità, ho le prove della farsa ministeriale

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di Dalila NESCI

 

Visto il teatro della politica, soltanto la magistratura potrà garantire le 600 assunzioni decretate nella sanità calabrese, indispensabili e urgenti. Lo dico in seguito al parere con cui il Ministero della Salute ha bloccato il decreto, del commissario governativo Massimo Scura, di reclutamento di nuovo personale negli ospedali calabresi. Oggi il Ministero scrive che per la validità dei decreti serve la firma dell’intera struttura commissariale. La verità è che a Roma fanno come vogliono, ma poi dimenticano i fatti. Ci sono più decreti commissariali passati senza la firma dei due commissari alla Sanità. Cito, ad esempio, il numero 102/2014 sull’estromissione del dg Gianfranco Scarpelli dall’Asp di Cosenza, firmato soltanto dal generale Luciano Pezzi. Ancora, cito il numero 18/2015, a firma Scura, con cui fu tolta dalla segreteria commissariale la dottoressa Daniela Greco. Cito, infine, il numero 109/2015, col quale il commissario Scura annullò un provvedimento del dg Riccardo Fatarella sull’ Endocrinochirurgia del policlinico universitario di Catanzaro. Sono dunque gravissime le affermazioni di Fatarella sul ritiro dei provvedimenti di assunzione già adottati dalle aziende sanitarie. Davanti al bisogno disperato di medici e infermieri, il governatore Mario Oliverio non può consentire che si prosegua in questa farsa burocratica. Andrò in Procura a presentare tutte le carte sulla storia dei decreti commissariali, che dimostrano come l’orientamento ministeriale sulla singola o doppia firma sia un fatto di pura convenienza e non di diritto.

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