Assunzioni Sanità: Le “balle” di Faraone e i fatti 5Stelle

Le assunzioni di personale sanitario sono un capitolo scottante, in Calabria come altrove. Il Movimento 5stelle è stata la forza politica che in parlamento ha insistito senza sosta sull’applicazione della Legge 161/2014, che per evitare una sanzione pesantissima dall’Ue ha recepito, a distanza di ben – si fa per dire – 11 anni, la direttiva europea sui turni e i riposi obbligatori del personale sanitario.

In parole povere: medici, infermieri, Oss, tecnici di laboratorio e altri operatori non possono lavorare come schiavi. Hanno diritto ai riposi e ai turni richiesti dall’Europa.

La citata legge italiana è entrata in vigore, udite udite, il 25 novembre 2015, ma la sua effettiva applicazione ha subito ulteriori rinvii. Per esempio, con la Legge di Stabilità per il 2016 è stata prevista una procedura molto lunga e complicata per la ricognizione del personale da assumere ai fini del rispetto di quei turni obbligatori, ad oggi non conclusa. Infatti, in risposta a una specifica interrogazione presentata con la collega Giulia Grillo (M5s) e altri colleghi 5stelle di commissione, il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone, ha precisato che «le attività di verifica (del fabbisogno, nda), rinnovate nella loro metodologia nel senso che si è detto, si concluderanno celermente».

Sul perché delle mancate assunzioni indispensabili per il rispetto della suddetta normativa sui turni e i riposi obbligatori, lo stesso Faraone ha peraltro dichiarato: «A fronte della notevole complessità delle attività di verifica  indicate dalla legge (di Stabilità per il 2016 al fine di rilevare il fabbisogno di personale, nda), i predetti Tavoli hanno assegnato priorità alle figure professionali dei medici, infermieri e operatori socio sanitari, operanti nell’ambito del settore ospedaliero, nonché alla valutazione delle regioni che hanno evidenziato maggiori criticità».

Insomma, pratiche all’italiana: c’è una direttiva europea che porta ad assumere nuovo personale, l’Italia ci dorme sopra per 11 anni, poi la recepisce e ne rinvia pretestuosamente l’entrata in vigore e la concreta applicazione.

La verità è che siamo quasi al 2018 e le assunzioni necessarie ancora non si vedono, però il Ministero ci dice, per bocca del sottosegretario Faraone, che le relative operazioni preliminari  «si concluderanno celermente». C’è da fidarsi? Dovremo attendere altri 11,12,13,14, 15 anni?

Ricordo ai lettori che come Movimento 5stelle proponemmo un emendamento che destinava 600milioni di euro per le assunzioni necessarie al rispetto della riferita normativa, a parte chiedendo al ministro della Salute i numeri definitivi del fabbisogno in tutte le Regioni. Naturalmente, la maggioranza bocciò quel nostro emendamento e non volle mai darci i numeri richiesti. Segreto di Stato?

Consentitemi un ultimo, indignato appunto sulla risposta del sottosegretario Faraone in ordine alla situazione della Calabria, tra le regioni in (eterna) fase di rientro dal disavanzo sanitario, a causa, pure, dei minori trasferimenti ricevuti dal ’99, a fronte di una spesa annuale, per la cura dei malati cronici, sempre superiore ai fondi ogni anno erogati dallo Stato.

Faraone ha chiarito: «Nel corso nelle riunioni tenutesi presso il MEF nel mese di dicembre 2016, con riferimento alle informazioni comunicate dalle Regioni sulle consistenze di personale al 31/12/2015, sono stati valutati i piani di fabbisogno delle Regioni Calabria, Lazio, Molise e Sicilia. A seguito di tali valutazioni, laddove è emersa una dotazione di personale sottodimensionata rispetto al fabbisogno ritenuto necessario per la garanzia dei Lea, le Regioni sono state autorizzate a procedere all’assunzione/stabilizzazione delle figure professionali di medici, infermieri e OSS».

Il linguaggio burocratico di Faraone nasconde, però, la realtà. E male.

Mi spiego. Nell’interrogazione a risposta scritta n. 4-13825 del 15 luglio 2016, evidenziavo che «i dati sul fabbisogno di personale sanitario nella regione Calabria sono stati trasmessi con nota del commissario e del sub-commissario ad acta avente protocollo n. 199396, del 21 giugno 2016, inviata alla direzione generale della programmazione sanitaria dei livelli di assistenza e dei princìpi etici di sistema, all’ufficio X della medesima direzione e alla ragioneria dello Stato presso il Ministero dell’economia e delle finanze». Nello stesso atto sottolineavo che «nella riferita nota è scritto che “il gruppo di lavoro individuato dalla struttura commissariale con DCA 20 del 10 febbraio 2016, dopo un lungo confronto con le direzioni aziendali, ha registrato un fabbisogno di 3.017 addetti dei vari profili per poter attivare i posti letto della rete ospedaliera di cui al DCA 30/2016”». «Nella medesima nota – proseguivo – è scritto, ancora, che, “per poter ottemperare alla legge n. 161 del 2014”, è “necessario inserire nel ciclo produttivo 1.298 addetti, dei vari profili”». Questo alla data del luglio 2016.

Da allora che cosa è successo? In parte lo racconta la suddetta risposta del sottosegretario Faraone, che ha detto: «Il Lazio e la Calabria, hanno proceduto alla elaborazione di provvedimenti commissariali volti ad autorizzare le aziende sanitarie all’indizione di procedure concorsuali ai sensi di quanto previsto dalla legge 208/2015, che i Tavoli preposti hanno valutato nelle riunioni di verifica dei piani di rientro tenutesi ad aprile 2017 per la Regione Lazio e a luglio 2017 per la Regione Calabria».

Tuttavia, Faraone si è guardato bene dal riferire che in Calabria c’è stata una gestione squisitamente politica del Piano di rientro e delle assunzioni, con un braccio ferro tra il governatore regionale, Mario Oliverio, che aspirava all’incarico di commissario ad acta e il partito della Lorenzin che voleva – e vuole – mantenere il comando della sanità calabrese.

Riassunto: a marzo 2017 Lorenzin ha voluto, benché allora incompatibile, il sub-commissario Andrea Urbani a capo della Programmazione sanitaria, fatto che noi abbiamo denunciato anche in Procura; dopo il commissario Massimo Scura ha sottoscritto il decreto 50/2017 che autorizzava le prime assunzioni nella sanità calabrese e che il sub-commissario Urbani non ha firmato. Sui relativi balletti politici e rimpalli di responsabilità tra Ministero, Regione Calabria e Dipartimento regionale Tutela della Salute, abbiamo dato battaglia in ogni modo. Infine, dimessosi il sub-commissario Urbani, il commissario Scura ha modificato quel decreto, ma ad oggi le assunzioni previste non sono state, come ovvio, completate, così come nel resto dell’Italia.

Vuoi vedere che nella Legge di Stabilità per il 2017 inseriranno una norma speciale per rinviare la pratica alla fine del 2018?

Morale: speditezza record per il decreto-vaccini, lentezza da primato per le assunzioni, preziose, del personale sanitario. Un’opera, faraonica, del ministro Lorenzin.

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