Basta con la gestione familistica del potere. È ora di cambiare

morra menichino nesci

 

Nella conferenza stampa di ieri del M5S tenutasi nella sala consiliare del Comune di Amantea (Cosenza) diversi sono stati i temi affrontati, afferenti alla gestione  del Comune di Amantea o all’amministrazione della Regione Calabria,  ma tutti uniti da un fondamento comune: basta con la politica calabrese mossa da interessi privatistici, clientelari e  familistici. È ora di rimboccarsi le maniche e cacciare questa classe dirigente.

 

di Dalila NESCI

 

All’incontro di ieri eravamo presenti io, il senatore Nicola Morra e la consigliera comunale di Amantea Francesca Menichino. Durante la conferenza sono stati tanti i temi trattati, a cominciare proprio dalla mala-gestione del comune cosentino.

E così mentre il M5S, attraverso la consigliera Menichino, ha chiesto la rimozione dall’incarico di Responsabile del Settore Manutentivo dell’Ing. Domenico Pileggi, indagato in merito alle vicende del Porto Turistico di Amantea, e la valutazione della possibilità per l’Ente di costituirsi civilmente, quale parte lesa nella vicenda, l’Amministrazione Sabatino senza rilevare alcun “conflitto di interessi” rispetto ai presunti reati penali, con una delibera comunale accorda all’Ing. Pileggi la copertura delle spese legali. Ma ciò non basta. L’Amministrazione ha inteso infatti anche pagare l’assistenza legale allo stesso Sindaco per l’azione di ineleggibilità promossa dal M5S locale, ai sensi del Testo unico degli Enti locali, e sulla qual cosa sono già intervenuta con una specifica interrogazione parlamentare.

L’attenzione, poi, si è spostata su tutte le magagne della Regione Calabria, di cui abbiamo parlato io e Nicola Morra, illustrando tutte le denunce e gli atti parlamentari che abbiamo presentato riguardo, ad esempio,  alle nomine dirigenziali abusive della Regione Calabria sulle quali è intervenuta anche l’Avvocatura dello Stato, al mancato ricupero di fondi pubblici erogati ad aziende che non hanno realizzato le previste assunzioni, all’anomala sostituzione dell’Autorità sulla gestione dei Fondi Europei operata dall’assessore Mancini.

È ora di cambiare, questo è stato il discorso di fondo. La gestione della cosa pubblica non può continuare ad essere affidata a chi, in questi anni, ha fatto ciò che voleva, pensando ai suoi personalissimi interessi e a quelli della sua banda. Bisogna difendere il bene comune, aggredito dal familismo e dall’affarismo della politica, che ha fatto sprofondare la Calabria e i suoi comuni.

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