Il Pd Bocci stoppa i vigili del fuoco a San Giovanni in Fiore

Bocci G 2

Il governo Pd-Ncd, se preferite Renzi-Alfano, è indifferente alle forti necessità della montagna calabrese, in particolare di San Giovanni in Fiore (Cosenza), che sopra i mille metri passa i 17 mila abitanti, abbandonati per la sanità, il lavoro e il pubblico soccorso. Abbiamo le prove, dopo la risposta del sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci (Pd; in foto, nda) a una mia interrogazione in cui chiedevo nel comune silano il distaccamento permanente dei Vigili del fuoco, per via «della popolazione, della posizione geografica, delle obiettive difficoltà di spostamento, della zona sismica e dei tempi di percorrenza dai più vicini distaccamenti».

di Dalila NESCI

Al centro del mio scontro con Bocci c’è la nuova mappa dei Vigili del fuoco, che penalizza la sede di San Giovanni in Fiore, di fatto chiusa, sulla quale destra e sinistra hanno promesso a vuoto. Bocci ha scritto che il riordino dell’Interno riclassifica le sedi in base al rischio, alla popolazione, all’estensione territoriale. «Se questi sono i requisiti, a San Giovanni in Fiore, anche ricordando i gravissimi incidenti sulla statale 107, doveva essere concesso subito il distaccamento permanente. Con giri di parole, invece, il sottosegretario Bocci ne ha giustificato la mancanza, addirittura scrivendo dell’aumento dei vigili volontari per l’estate scorsa, in realtà mai visto sul posto.

A San Giovanni in Fiore i big della politica hanno sempre fatto migliaia di voti, da Giuseppe Scopelliti a Mario Oliverio, senza garanzie di servizi di base, indispensabili in una città di montagna così popolosa.

 

LEGGI LA RISPOSTA DEL SOTTOSEGRETARIO BOCCI E I MIEI RILIEVI SCRITTI IN GRASSETTO

(BOCCI) Il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile ha in corso di attuazione un generale progetto di riordino delle strutture centrali e territoriali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, predisposto a legislazione vigente e con riduzione di spesa per rispondere, in modo efficace ed efficiente, alle nuove esigenze del soccorso e alla domanda di sicurezza proveniente dal territorio.

Il progetto, improntato all’ottimizzazione delle risorse disponibili, al decentramento delle funzioni e alla razionalizzazione del funzionamento delle strutture, ridisegna la mappatura delle sedi, riclassificandole in base ad indicatori riconducibili al rischio territoriale, alla popolazione, all’estensione territoriale, allo sviluppo industriale e commerciale.

(NESCI) San Giovanni in Fiore è a un’ora da Cosenza e da Crotone e ha un territorio di 279,5 Kmq. Per questo, stando al quadro fatto dal sottosegretario Bocci, avrebbe dovuto avere il distaccamento permanente dei Vigili del fuoco.

(BOCCI) L’analisi, effettuata sulla base di dati oggettivi, ha consentito di bilanciare nel miglior modo possibile la distribuzione del personale nei vari Comandi provinciali, garantendo le esigenze di sicurezza e tutela di tutti i territori.

Il modello organizzativo prevede anche che taluni distaccamenti – caratterizzati da bassa operatività e comunque posti in prossimità di altri distaccamenti operativi che ne assicurano la completa copertura del territorio – possano essere “riclassificati”.

(NESCI) L’operatività di San Giovanni in Fiore è stata, durante l’apertura del distaccamento di volontari, significativamente alta. Nell’inverno, le rigide temperature rendono molto più difficili i soccorsi sulla statale 107. Per questo, lo specifico territorio, al contrario di quanto afferma Bocci, è totalmente scoperto.

(BOCCI) Per tali sedi non è stata prevista alcuna attribuzione di organico, ferma restando la possibilità di sviluppo nell’ambito delle risorse assegnate e dell’eventuale disponibilità di ulteriori risorse strumentali, logistiche e finanziarie reperite in ambito locale o attraverso gli enti territoriali, privilegiando la partecipazione della componente volontaria del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

(NESCI) Il punto che Bocci ignora è che allo stato attuale la sede fisica del distaccamento di San Giovanni in Fiore risulta chiusa, mentre il continua a sostenerne le spese di locazione, per circa 2.000 euro al mese.

(BOCCI) Nello specifico, il distaccamento di San Giovanni in Fiore, oggi ricadente nella predetta tipologia, è stato istituito come distaccamento volontario dipendente dal Comando provinciale dei vigili del fuoco di Cosenza, con decreto del Ministro dell’interno del 17 gennaio 2000. Il Comandante provinciale ha attivato tale distaccamento negli anni che vanno dal 2010 al 2013 – con funzionamento stagionale, nel periodo estivo -, utilizzando le risorse disponibili di personale volontario aggiuntivo assegnato appositamente, con una media di 73 interventi per anno.

(NESCI) I dati interni indicano, invece, che gli interventi sono almeno 6 volte superiori al numero indicato da Bocci.

(BOCCI) Il piano di riordino ha confermato sostanzialmente quanto già in essere, posto che, anche per la stagione estiva 2014, alla sede di San Giovanni in Fiore è stato assegnato personale volontario aggiuntivo.

(NESCI) Il personale aggiuntivo di cui scrive Bocci non l’ha mai visto nessuno, a San Giovanni in Fiore.

(BOCCI) Si soggiunge, infine, che nel progetto di riordino è stata riconosciuta ampia flessibilità organizzativa in ambito locale. I Comandanti provinciali, in quanto responsabili dei servizio di soccorso pubblico, hanno pertanto la facoltà di adattare il modello di dispositivo di soccorso e la distribuzione delle risorse alle specificità del territorio; possono inoltre attivare sedi distaccate in aggiunta a quelle di progetto (compatibilmente con le risorse assegnate) e, di concerto con i direttori regionali, possono istituire distretti sul territorio costituiti da più distaccamenti associati e organizzati, in modo da assicurare una maggiore flessibilità operativa.

(NESCI) Bocci mostra di non aver letto con la giusta attenzione la mia interrogazione, in cui precisavo: «Appare chiara la necessità di un distaccamento permanente nel suddetto comune, sì da garantire il servizio nell’area silana e nell’area viciniore delle province di Crotone e Cosenza, anche a stima delle obiettive conseguenze che la mancanza di un tempestivo intervento dei Vigili del fuoco ha avuto in più circostanze, per esempio l’incidente stradale del 24 gennaio 2007 che cagionò la morte di un giovane padre di famiglia e quello, ancora più impressionante, del 24 dicembre 2011, che procurò la morte di cinque ragazzi, con difficoltà di intervento della polizia stradale per causa del maltempo invernale».

 

 

Fai un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>