Boldrini in Calabria, mio appello per lavoro, De Masi e operai Italcementi

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La visita in Calabria della presidente della Camera, Laura Boldrini (in foto, nda), è sicuramente un segnale, sia per i problemi dell’immigrazione, sia per lo stato di marginalità in cui versa la nostra terra.

Nell’accogliere positivamente il suo arrivo in Calabria, devo denunciare, contando soprattutto sulla sensibilità di donna della presidente Boldrini, che l’imprenditore Nino De Masi, vittima di usura bancaria e di intimidazioni mafiose, il 20 luglio chiuderà le sue aziende a causa della mancata erogazione del mutuo antiusura. Si perderanno oltre cento posti di lavoro, di cui noi politici dobbiamo rispondere, intanto in coscienza.

La presidente deve sapere che si stanno verificando gravi rimpalli di responsabilità e De Masi non ha ancora ricevuto un centesimo, pur con decine di sentenze favorevoli e nonostante la sua pratica di mutuo risalga al 2006. È la sfida della legalità e della morale contro lo strapotere arrogante e tentacolare di grandi banche, colpevoli d’aver violato la legge per arricchirsi».

L’arrivo della presidente in Calabria deve rilanciare il tema del lavoro, oltre a quello dell’integrazione, perché qui si sta morendo d’incertezza, le aziende chiudono e magari lasciano solo macerie.  In questo senso non vorrei che Italcementi stia pensando di andarsene da Vibo Valentia beneficiando della pericolosissima norma dell’articolo 41 del decreto del fare, che, se approvata, permetterà alle aziende di abbandonare i siti industriali senza obbligo di bonifica.

Spero di incontrare la presidente nella mia terra e mi auguro che voglia raccoglierne le necessità, facendosi interprete, nel suo ruolo istituzionale, delle riferite emergenze di lavoro.

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