Cade la neve e in Calabria è il caos, tra Protezione incivile e Anas in letargo

sa-rc neve

 

Parafrasando la nota canzone di Gianni Morandi: “Scende la neve, ma che fa?”. Probabilmente negli uffici di Anas e Protezione Civile questo avranno detto: “ma che fa?”.

 

di Dalila NESCI

 

Perché basta farsi un giro anche solo sui social per avere contezza di quanto capitato ieri, con una marea di automobilisti abbandonati sulla già disastrata Salerno-Reggio Calabria. Ma, d’altronde, in Calabria è così che va: basta una nevicata per paralizzare tutto. Specie negli uffici che sarebbero preposti a dare assistenza. Ci vorrebbe l’assistenza all’assistenza, insomma!

Perché è inammissibile che per ben dieci ore gli automobilisti sono rimasti bloccati, col gelo che aumentava, col rischio che l’unico contatto con il mondo esterno (il telefono) esaurisse la sua batteria (come capitato, purtroppo, a tanti) e, di contro, con la rabbia che saliva. Alimentata, peraltro, anche da una situazione per cui non solo non c’erano aiuti, ma nemmeno nessuno comunicava quanto tempo sarebbe occorso per ricevere assistenza o quanto tempo ancora sarebbe dovuto trascorrere prima che l’interminabile coda si smaltisse. Alla fine i malcapitati hanno dovuto attendere fino a mezzanotte.

La domanda è allora più che lecita: per quale imprescindibile e urgentissimo motivo l’Anas e la Protezione (in)Civile hanno ritardato il loro intervento? Perché un motivo ci sarà. Ci deve pur essere. E, se nessuno avrà la coda di paglia, i dirigenti si prenderanno la responsabilità di dare una spiegazione plausibile e credibile a tutti gli i malcapitati.

Noi – per carità – non vogliamo essere malpensanti. E allora ammettiamo pure che tutti i resoconti giornalistici (questo, ad esempio, del Corriere della Calabria) siano di parte. Anzi: oltraggiosi. Ne vogliamo essere certi: gli impegni saranno stati talmente tanti e tutti di vita o di morte, che è stato inevitabile registrare un ritardo così colossale prima che qualcuno degli automobilisti, abbandonato tra la neve e il gelo, ricevesse anche solo una coperta. Forse, chissà, negli uffici della Protezione Civile la stavano cucendo di tutto punto. E all’Anas, invece, probabilmente stavano discutendo se fosse meglio gettare sale grosso o sale fino per le strade.

Perché se c’è una cosa certa è che l’Anas, nell’ultimo periodo, ha dato prova di correttezza, lealtà e onestà. Cosa? Come dite? Ah, vero! C’è quella storia della “Dama nera”. Beh, bazzecole! Cosa volete sia quello che, secondo l’accusa, è stato un sistema enorme di corruzione e mazzette coordinato da Antonella Accroglianò, la dirigente responsabile del coordinamento tecnico e amministrativo di Anas spa, che coinvolgeva altri funzionari dell’azienda statale, imprenditori e pure politici, come l’ex sottosegretario Pd e presidente della Regione Calabria, Luigi Meduri! Basta! Non facciamo sempre i criticoni, che attaccano tutto e tutti. Non si può continuare a gettare fango sull’Anas. Che diamine. Al limite gettiamogli neve. Tanto ce n’è tanta. E così, male che vada, liberiamo pure le strade!

E, ovviamente, non potevano mancare le dichiarazioni di tutti i politici e politicanti. Tutti, manco a dirlo, con una marea di sproloqui-fotocopia di “è assurdo”, “è inaccettabile”, “bisogna fare chiarezza”. L’esempio per eccellenza ce lo offre nientepopodimenoche il nostro Governatore, Mario Oliverio: “È assurdo che una nevicata, peraltro ampiamente prevista e annunciata, possa mettere in ginocchio un’arteria di grande comunicazione e mobilità qual è l’autostrada Sa-Rc. Ho chiesto immediati chiarimenti sia al responsabile regionale dell’Anas, ing. Massi, che al Presidente Nazionale Armani e ho sollecitato interventi urgenti ed adeguati per togliere tantissime persone ed automobilisti da una condizione di gravissimo disagio a cui sono costretti da ore”. E chi ti ha risposto? Proprio Armani. E come? “È inammissibile – ovviamente – che centinaia di automobilisti siano rimasti bloccati per tante ore su un’autostrada: è evidente che qualcosa non ha funzionato”. Una volpe, insomma! Più che Armani, dovremmo chiamarlo Aladdin: certamente avrà consultato il genio della lampada per arrivare a queste conclusioni. O al limite la Pizia di Delfi.

A questo punto Oliverio gli chieda se ha anche scoperto l’acqua calda, come si suol dire. Così, male che vada, Anas e Protezione Civile potranno usarla per scaldare chi ne avrà bisogno. Sempre se hanno finito di cucire coperte e decidere quale tipo di sale utilizzare. Ma con calma: non c’è fretta. La neve attende.

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