Calabria, adesso parliamo noi. Ecco perché M5S è la svolta

Grillo

Adesso parliamo noi. Ieri il dg abusivo dell’AO “Mater Domini” di Catanzaro, Antonio Belcastro, si è dimesso e il commissario per il Rientro della sanità calabrese, Luciano Pezzi, ha annullato le nomine in sanità degli Scopelliti’s. Merito nostro, che in proposito avevamo presentato esposti e una specifica interrogazione, nel silenzio tombale dei partiti. Rammento che Scopelliti’s e sodali di Forza Italia, per esempio Ennio Morrone, di Pezzi avrebbero voluto l’allontanamento dal governo, con pretesti che noi abbiamo raccontato all’opinione pubblica, svelando i retroscena di palazzo.

di Dalila NESCI

Ieri sono uscite le motivazioni della sentenza di condanna dell’ex governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, che da sindaco avrebbe ordinato gravi illeciti alla dirigente del Comune di Reggio Calabria Orsola Fallara, morta per aver ingoiato dell’acido. Chi ha osteggiato Scopelliti, denunciando il sistema e i metodi dei suoi adepti, è stato il Movimento Cinque Stelle; continuamente, su ogni mossa, bugia o provvedimento: dall’affossamento del Tropea Festival agli interessi sanitari di madama Stasi; dai milioni ricevuti da dirigenti compiacenti, abusivamente secondo la Ragioneria dello Stato, ai ritardi sull’organizzazione della sanità, costati oltre 40 milioni alle casse regionali; dagli aiuti agli Umberto De Rose di turno ai guai combinati per Calabria It, Fincalabra, Terina, lsu-lpu e affini, lavoratori in mobilità e cassintegrati Italcementi.

Ieri, poi, è uscita la notizia che il Ministero dell’Interno, nell’assoluta incapacità di giunta e consiglio regionale della Calabria, anticiperà gli oltre 7 milioni necessari per le elezioni regionali del 23 novembre. Per chi non lo sapesse, ricordo che a riguardo avevo subito presentato un’interrogazione al ministro Angelino Alfano, mentre i partiti, responsabili della mancata variazione del bilancio regionale, nel caso necessaria, erano rimasti indifferenti e fermi.

Ecco, mentre gli Scopelliti’s nominavano i commissari delle aziende sanitarie, nonostante l’alt del dirigente generale del dipartimento della Regione “Personale”, dell’Avvocatura dello Stato e dei Ministeri della Salute e dell’Economia, Mario Oliverio e Wanda Ferro preparavano le loro candidature, Ernestino Magorno saliva sul “Freccia Argento” per supplicare Renzi e l’avvocato Nico D’Ascola difendeva Scopelliti nel processo Fallara.

I partiti non hanno fatto un tubo per la Calabria: la maggioranza ha, sino alla fine, difeso privilegi, amicizie, clientele e irregolarità, arrivando perfino a cambiare in prorogatio la normativa in tema di accreditamento sanitario, insieme al Pd dei partecipanti Guccione, Scalzo e Ciconte, magari per interessi di privati. Anche su questa ultima storia abbiamo presentato un esposto, che ha fatto partire un’inchiesta.

Il 23 novembre, perciò, la scelta sarà tra il sistema, che cambia nome, si ricicla e riaggiusta per favorire se stesso, e il coraggio della parola, della verità e della svolta, che M5S ha dimostrato con fatti concreti, verificabili ed efficaci.

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