CALABRIA: CASO LSU-LPU, LA PROPOSTA 5STELLE

La nuova Legge di Stabilità ha disposto la proroga delle convenzioni. Il problema è la proroga dei contratti oltre i tre anni, non consentita dalla normativa vigente. Il Movimento 5stelle ha dunque indicato alla Regione Calabria come risolvere il problema per i lavoratori utilizzati nei Comuni che non possono stabilizzare i lavoratori o che possono stabilizzarne solo una parte. Il nuovo governo e il nuovo parlamento italiano dovranno trovare, poi, una soluzione definitiva per Lsu ed Lpu.

Al fine di aiutare i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità ad oggi contrattualizzati dai Comuni impossibilitati a stabilizzarli o in grado di stabilizzarne soltanto una parte, è indispensabile che la Regione Calabria attui quanto dispone il Decreto interministeriale del 6 novembre 2014, conseguente alla Legge 147 del 2013, cioè il ritorno del riferito personale all’originario rapporto con la Regione, come era prima del 2014, in modo che possa essere utilizzato dagli stessi enti locali senza rischi di danno erariale per gli amministratori municipali. Su mio impulso, lo affermiamo, in una nota, tutti i portavoce 5stelle parlamentari, anche Ue, e comunali eletti in Calabria. Si tratta di una misura necessaria, che consentirebbe ai lavoratori di andare avanti sino al 2018, dal momento che la Legge di Stabilità per l’anno nuovo ha operato una proroga delle convenzioni per l’utilizzazione del personale e il governo nazionale ha stanziato le opportune risorse. Diversamente gli amministratori locali che procederanno alla proroga dei contratti, non consentita dalla normativa vigente, risponderanno in prima persona. È chiaro che così ci saranno conseguenze negative, in primo luogo per i tanti lavoratori interessati. Sulla stabilizzazione degli Lsu ed Lpu, le forze politiche di maggioranza hanno fatto soltanto pubblicità fumosa, non avendo affrontato il problema alla luce del quadro normativo vigente, delle regole richiamate dall’Unione europea e dei bilanci dei Comuni in situazione deficitaria o addirittura in dissesto finanziario. Nella nuova legislatura si dovranno trovare soluzioni definitive, non più provvedimenti tampone che rinviino alle provate economie dei Comuni. 

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