CALABRIA: EPICENTRO DELLA BORGHESIA MAFIOSA IN SANITA’?

Sì, ma con l’aiuto del Governo Conte possiamo avviare la rivoluzione, nonostante le resistenze del Governatore Regionale! Oggi l’ultima inchiesta giornalistica che denuncia il profondo degrado economico e strutturale della sanità in Calabria.

Una “borghesia” mafiosa che, forte di alcuni medici, infermieri e dirigenti aziendali conniventi, svolge, dalla Calabria alla Lombardia, un’accurata opera di mediazione tra ‘ndrangheta e sanità, ai danni della società civile.
Un nuovo modus operandi delle ‘ndrine, le cui operazioni criminali, tramite la mafia dei colletti bianchi, trovano il loro epicentro in Calabria.
Una gestione intenzionalmente fraudolenta della cosa pubblica, che trova riscontro nella fumosità della gestione contabile delle Aziende sanitarie, i cui bilanci non risultato approvati dal 2013. Come mai Kpmg, la multinazionale che fa i conti, non si era accorta di nulla? Ed il collegio dei revisori? Noi del M5s, da semplice forza di opposizione in Parlamento e senza alcun rappresentante dentro la Regione Calabria abbiamo denunciato tutto e battagliato fin dal 2013. Abbiamo svelato l truffato del commissariamento e le connivenze di politica e ministeri in molti casi.
Un tesoro inabissato quello della sanità calabrese e sottratto alla comunità, trasformato in un deficit sanitario così elevato da aver superato, nel 2018, l’ammontare dell’intero gettito fiscale regionale.
Una gestione criminale che trova riscontro, ancora, nell’opacità delle gare d’appalto, spesso trasformate in affidamenti diretti a società già interdette per attività mafiosa.
Una capillare rete delinquenziale che, secondo l’attuale Sub Commissario Thomas Schael (nominato dal Governo Conte insieme al Commissario Cotticelli), si abbevera allo stesso sistema di politica locale che dovrebbe combatterlo.
Un’evidenza che avevamo già colto da tempo, nei panni del Presidente di Regione Oliverio ed ancor prima gli ex governatori Scopelliti e Loiero.
Oliverio, in particolare, continua imperterrito a mentire sull’attuale disavanzo finanziario del settore sanitario in Calabria che, raggiungendo i 160 milioni di euro, rimanda al blocco delle assunzioni nella sanità regionale fino al 2020 e all’aumento delle tasse per i cittadini.
Prendendo atto del dissesto economico emerso dalle indagini ed in ultimo con lo scioglimento e quindi Commissariamento per mafia dell’Asp di RC, la Ministra Giulia Grillo si è fatta garante del monitoraggio e della risoluzione di queste problematicità: tramite il Decreto Calabria, che presto passerà al vaglio dei Consiglio dei Ministri, verrà costruita l’impalcatura amministrativa che conserità di tutelare i livelli essenziali di assistenza sanitaria nella regione, per impedire che i cittadini siano ulteriormente gravati dai disservizi che li costringono ad emigrare per ricevere cure idonee. A pagare dovrà essere la politica ed il management inadempiente e collusa, non i pazienti calabresi.
Oliverio non merita di ricoprire un ruolo di così delicata rilevanza sociale: le nomine ad hoc, l’illegalità diffusa, lo rendono indegno di tale carica.
Con lui, tutti i vertici dell’Amministrazione sanitaria che ancora spera di ricollocarsi strategicamente ai posti di comando.
Ma l’azione di governo è salda: ripristinando le regole senza cui il malaffare dilaga, presto verrà consentito solo ai Commissari governativi scegliere i Direttori Generali delle Aziende sanitarie, ritirando tale potere dalle mani di chi, consapevolmente, agisce o ha agito senza lungimiranza e senso di responsabilità.

 

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