Calabria: giornali muti su consulenza scandalo, ma il post arriva gratis a 35 mila

Scurata

Anche in Calabria Internet si sta imponendo come mezzo di informazione gratuito, più pronto, credibile e diffuso. Tuttavia, sembrano indifferenti non pochi giornali, che dovrebbero offrire approfondimento quotidiano, piuttosto che dare risonanza o protezione al potere.

di Dalila NESCI

Vi riporto un fatto singolare. Su Facebook ha raggiunto oltre 35 mila persone il mio post di ieri (in foto, nda) sulla batosta che i Ministeri della Salute e dell’Economia hanno dato al commissario per la sanità calabrese, Massimo Scura, il quale ha affidato una consulenza di 600 euro al giorno per i conti dell’Asp di Reggio Calabria, in aggiunta al revisore Kpmg, che a noi calabresi costa 3 milioni all’anno. Nel merito ho interrogato il governo, come ho riportato nel post, chiedendo di mandare a casa Scura e il suo vice, Andrea Urbani. Intanto gli ospedali calabresi sono senza personale, senza soldi e coi reparti in tilt.

Il consulente da 600 euro al giorno si chiama Pietro Evangelista, che dovrebbe scovare le tracce sparite dei 393 milioni usciti dall’Asp di Reggio Calabria, nonostante la presenza di Kpmg. Ho denunciato subito il caso in parlamento, e difatti i ministeri di Economia e Salute hanno inviato una nota al commissario Scura, piena di contestazioni. Alcuni rilievi sono clamorosi: non si sa per quale motivo il commissario abbia scelto Evangelista né come sia stato determinato il suo compenso da rockstar. Secondo i due ministeri, poi, manca una relazione tecnica «idonea a comprovare la relativa sostenibilità dell’incarico affidato». Insomma, Scura e il suo vice Urbani fanno quel che vogliono, come detto altrove, ma sempre coi soldi dei calabresi.

Che cosa stamani è uscito sui giornali della Calabria, rispetto a tale spreco certificato, offensivo della dignità popolare? Nulla. Un solo quotidiano ha ripreso di striscio la notizia (senza un riferimento ai pesanti rilievi ministeriali, ci mancherebbe), lasciando spazio alla fantasiosa replica di Scura. Una replica da manuale. Eccola in sintesi: «Non avremmo trovato un calabrese disposto a svolgere quel ruolo». Insomma, per Scura, diventato perfino veggente, Evangelista era l’unico.

Sia chiaro: nelle redazioni dei giornali ci sono ottimi giornalisti, spesso sottovalutati o non valorizzati, che ho contribuito a difendere. Per esempio per il caso del giornale L’Ora della Calabria, che col direttore Luciano Regolo e il Movimento 5 stelle abbiamo portato nella sala stampa di Montecitorio, o per le intimidazioni a Enza Dell’Acqua e le minacce a Michele Albanese, il quale si trova sotto scorta. Stimo questi professionisti, che raccontano verità scomode in una terra difficilissima. Diversi editori, invece, stanno alla cannella del potere, assetati o pronti a licenziare fuori legge.

La rete, però, ha cambiato tutto. Ha aperto uno squarcio di democrazia prima inesistente. Ora le notizie passano, circolano e si diffondono con numeri rivoluzionari, mentre ci sono giornali che preferiscono affondare nella retorica e nel silenzio.

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