Calabria: la farsa degli accreditamenti, il film degli alleati del palazzo

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Un decreto commissariale, il numero 81 del 2016, ha modificato abusivamente la normativa regionale sugli accreditamenti. Con il collega deputato M5s Paolo Parentela ho scritto, nel merito, una lettera aperta al governatore della Calabria, Mario Oliverio, chiedendogli di impugnare il provvedimento. Gli avevamo già fornito, lo scorso 2 agosto, specifiche tecniche per l’impugnazione, che ancora non si vede.

di Dalila NESCI

Nella lettera di oggi abbiamo osservato che «è proprio il dipartimento regionale Tutela della salute ad aver proposto il decreto» in questione, che Oliverio sostiene di voler impugnare. La storia di questo decreto è fatta di ambiguità di palazzo, che abbiamo scoperto leggendo gli atti. La competenza in materia, va detto, è soltanto del Consiglio regionale, ancora una volta messo all’angolo  e beatamente muto, mentre i commissari Scura e Urbani credono di essere degli imperatori. Il decreto commissariale in questione riduce le tutele di qualità delle prestazioni e quelle contrattuali dei lavoratori, il che costituisce un gravissimo vulnus politico. Tranquilli, lo sanno molto bene Oliverio e il suo consulente per la sanità, Franco Pacenza, che giocano a fare gli gnorri. Infine abbiamo ricordato al governatore che il dirigente Bruno Zito, l’artefice della proroga contrattale allo strapagato revisore contabile Kpmg, che Oliverio ripete di non volere, è stato premiato con la recente nomina a capo del dipartimento Organizzazione e Personale. Insomma, contraddizioni a doppia palla.

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