Calabria, la parola d’ordine è BONIFICARE

Bonificare

Il fiume Oliva, in Calabria, è purtroppo sinonimo di mistero e inquinamento. Ricorda lo spiaggiamento della motonave Jolly Rosso, il traffico di rifiuti tossici che evoca la morte della giornalista Ilaria Alpi e del capitano di corvetta Natale De Grazia.

di Dalila NESCI

Oggi ho depositato un’interrogazione con il deputato M5S Paolo Parentela, chiedendo ai ministri dell’Ambiente, della Salute e dell’Interno “se, alla luce della gravissima situazione ambientale riscontrata nella valle del fiume Oliva, confermata dalla magistratura e dall’Ispra, non ritengano opportuno intervenire con urgenza per garantire la sicurezza dell’area e promuovere la bonifica del territorio“.

Inoltre, abbiamo chiesto “se il commissario per il rientro dal debito sanitario non ritenga opportuna la predisposizione del Registro Tumori della Calabria, unitamente a un registro epidemiologico e a tutte le misure necessarie affinché sia tutelata la salute dei cittadini”.

Tutelare l’ambiente e la salute è una delle priorità del nostro tempo. La Calabria è stata considerata sempre una pattumiera: imprese del Nord vi hanno costruito industrie inquinanti, hanno tratto i loro profitti e sono scappate, lasciando sostanze tossiche e cancerogene. Come la società dell’Eni Syndial a Crotone.

Sulla bonifica delle ex aree industriali della città, il ministero dell’Ambiente ha risposto oggi a una nostra interrogazione parlamentare. In un lungo documento, il sottosegretario Marco Flavio Cirillo ha sottolineato che  le responsabilità imputabili alla società Syndial “concernono attività di gestione illecita di rifiuti che hanno determinato la contaminazione” di una vasta zona, anche lungo la fascia costiera.

La nota del ministero dell’Ambiente è un elenco impietoso di omissioni, ritardi, errori, irresponsabilità politiche e incapacità di gestire la bonifica delle aree inquinate. I responsabili sono di tutti i colori politici.

Paolo Parentela e io possiamo affermare che il Movimento Cinque Stelle vigila senza paure sull’iter delle bonifiche. A questo punto, i 56 milioni di risarcimento cui in primo grado è stata condannata Syndial vanno impiegati, senza più lungaggini, per bonificare tutte le aree inquinate e restituire ai cittadini sicurezza, serenità e strumenti di sviluppo sostenibile. Il nostro impegno è per questo obiettivo. A tutti i costi.

In Calabria la parola d’ordine è BONIFICARE.

LEGGI IL MIO DOSSIER SULLA NAVE DEI VELENI CUNSKI

 

 

Fai un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>