CALABRIA, OLIVERIO ABBIA IL CORAGGIO DI SPIEGARE LE NEFASTE CONSEGUENZE DELLA MALA GESTIONE SANITARIA

Insieme al collega M5S Francesco Sapia, chiediamo che il governatore Mario Oliverio spieghi ai calabresi i motivi reali spiegazioni degli imperdonabili ritardi burocratici sulle nuove assunzioni di personale nelle 9 Aziende del Servizio sanitario regionale. In queste strutture mancano più di duemila figure necessarie ad assicurarne il normale funzionamento, così come gli organici minimi per gestire i turni e riposi prescritti dalla legge, con gravi rischi per i pazienti, per i medici, gli infermieri e gli altri operatori.
Insieme, abbiamo lungamente denunciato l’operato del presidente Oliverio, ricordandogli che una sanità di qualità si costruisce tramite le risorse umane, non attraverso frodi e favoritismi. Eppure, Oliverio non ci ha mai risposto. Al contrario, ha totalmente ignorato l’allarme che abbiamo lanciato, perseverando nel suo comportamento irresponsabile. I milioni di euro di buco nei bilanci delle Aziende sanitarie della Regione, ne sono un esempio. Un dissesto finanziario frutto di cieche strategie nepotistiche, che hanno permesso ai fedelissimi del governatore di ricoprire i vertici aziendali del settore sanitario calabrese. Vertici per cui lo stesso Oliverio è stato denunciato alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei Conti, ma che, paradossalmente, sono stati addirittura in grado di ricevere lauti premi di produttività.
Un dissesto morale, oltre che finanziario, che presto porterà al blocco delle assunzioni in sanità, come previsto dalla normativa di riferimento.
A seguito di ciò, le Aziende hanno trasmesso dopo circa 10 giorni i dati sulle graduatorie valide del personale, richieste dagli attuali commissari di governo per procedere allo scorrimento prima dello stop del turnover. Tuttavia, i calabresi sappiano che per il sistema burocratico calabrese il fattore tempo ha sempre importanza secondaria.
Un sistema burocratico che non risponde ai bisogni urgenti degli ospedali, di cui lascia scoperto il settore dell’emergenza-urgenza, mentre assicura il posto in reparti che sono ancora tutti da realizzare.
Per non parlare del mancato scorrimento delle graduatorie degli autisti del 118 e degli infermieri, della beffa delle Aziende nei confronti di precari storici e della guerra tra poveri che il palazzo regionale ha creato nell’indifferenza dei propri apparati burocratici. Un sistema che ha preferito continuare a garantire vecchi privilegi, come quelli previsti per il policlinico universitario Mater Domini.

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