Calabria, Oliverio fa ancora il furbo sulle nomine in sanità con quella “strana” benedizione

oliverio

Calabria, Palla Palla fa ancora il furbo su una vicenda di nomine in sanità e noi del Movimento 5 Stelle, imperterriti, lo denunciamo un’altra volta.

 

di Dalila NESCI
…questa benedizione sul posto del governatore è un brutto messaggio alla Procura di Reggio Calabria, pessimo, pericoloso, che va denunciato sul piano politico e istituzionale…

Avevamo previsto la difesa di Benedetto da parte di Oliverio.

La sanità calabrese è un teatro in tre momenti: l’afflizione per una notizia d’impatto, l’inquietudine apparente e infine il miracolo del politico, che, parafrasando una famosa lettera paolina, “tutto copre”.

Ecco, nel caso di Benedetto ricorrono i tempi ricordati: prima il manager annuncia le dimissioni dalla direzione dell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria per l’indagine penale sulla nomina del compare Carpentieri, poi si ritira in silenzio benedettino e infine arriva l’eroico presidente della Regione a metterci la faccia e fermarne la ritirata.

Oliverio ha un rapporto strano con Reggio Calabria, direi sconosciuto e supino. Certo, non avrà trovato una manciata di minuti per consultare legge e circolare Madia, che vietano la dirigenza pubblica per più di un anno a un pensionato come Carpentieri. E il governatore non si sarà posto il problema del perché il dg dell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria abbia voluto a ogni costo Carpentieri come direttore amministrativo, finanche confermandolo dopo un anno. Come sempre, nessuno l’avrà informato delle norme. L’altra possibilità è che in questa “ossessione” virale per Carpentieri ci sia un qualche disegno incomprensibile ai comuni mortali.

Benedetto arriva per attivare la Cardiochirurgia reggina, ferma da anni, costata milioni e poi scampata a una specie di opa della solita Università di Catanzaro. Ha dunque il compito di costruire il resto del reparto, e forse per questo sceglie Carpentieri come “muratore”, che per tre anni piazza al vertice amministrativo dell’azienda, benché la legge lo permetta per un anno solo.

Lo scorso 27 giugno il Tg2 delle 20,30 ha mostrato una disorganizzazione pesante negli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, diretti proprio da Benedetto. Ciononostante, Oliverio è poi andato a benedire il manager e dunque Carpentieri, quasi evocando il messaggio di Giovanni Paolo II, “non abbiate paura”.

Ecco, in questa Calabria di Oliverio, segnata da atti e misteri di fede, accade che la legge dello Stato finisca in penombra e l’aura legalitaria sia data dal “boss” di palazzo, piuttosto che dall’esito di un procedimento penale. Questa benedizione sul posto del governatore è un brutto messaggio alla Procura di Reggio Calabria, pessimo, pericoloso, che va denunciato sul piano politico e istituzionale.

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