CALABRIA: OSPEDALI MONTANI, URGENTE RILANCIARLI

In Calabria sono Soveria Mannelli, Serra San Bruno, Acri e San Giovanni in Fiore. Prosegue il loro smantellamento, tra carenze di personale, disservizi, silenzi e pazienti umiliati da una gestione miope della sanità

Sono inaccettabili i disservizi cronici nell’ospedale di Soveria Mannelli, che i cittadini non possono subire d’ufficio, nell’indifferenza della direzione generale dell’Asp di Catanzaro e, soprattutto, del governo regionale. Fuori di ogni retorica, adesso porterei il presidente Mario Oliverio nei quattro ospedali calabresi di zona montana, tra cui quello di Soveria Mannelli, insieme ai direttori generali delle aziende sanitarie che li gestiscono. Soltanto vedendo da vicino, ci si può rendere conto che è in atto lo smantellamento effettivo di queste strutture, cui spesso manca personale, a dispetto della normativa europea sui turni e i riposi obbligatori. I pazienti ne sono umiliati, soprattutto gli anziani e i più deboli. Il nuovo governo e il nuovo parlamento dovranno garantire subito le conseguenti assunzioni di medici, infermieri e altri operatori, che in Calabria sono almeno 1.500. Soprattutto, bisognerà rivedere, a livello legislativo, il ruolo degli ospedali montani e di aree disagiate, che non può essere quello attuale. I territori con problemi di isolamento e viabilità dovranno avere presìdi ospedalieri molto più attrezzati, sia per l’emergenza-urgenza che per le analisi e la diagnostica.

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