CALABRIA, SANITÀ: NOMINE INAMMISSIBILI, VANIFICANO NOSTRO IMPEGNO PER GARANTIRE LEGALITÀ E SERVIZI

Se i parlamentari della maggioranza devono conoscere a mezzo stampa scelte cruciali del governo, significa che nel campo giallo-rosso persistono problemi seri, vuol dire che il nostro voto è utilizzato soltanto per fare numero e che le nostre battaglie sui territori vengono ignorate dall’esecutivo Conte. La Calabria non merita un simile comportamento. Ci riferiamo, insieme al collega Francesco Sapia, alle indiscrezioni stampa circa l’autorizzazione, da parte del Consiglio dei ministri al ministro della Salute, a nominare i due soggetti già indicati dai commissari alla Sanità calabrese per la guida dell’Asp di Cosenza e dell’ospedale di Reggio Calabria, benché privi della necessaria esperienza in materia di gestione e organizzazione sanitaria. Se fosse confermata la notizia dell’avallo del governo rispetto a queste due nomine inammissibili, dovremmo concludere che dicevamo di schiacciare le logiche del potere e alla fine ne siamo invece rimasti schiacciati. Sui gravi problemi della sanità calabrese c’è da tempo una latitanza del governo, che ignora l’evidente inadeguatezza della struttura commissariale, mentre il ministro della Salute consente, ricevendoli, ai sindaci amici di Mario Oliverio di fare campagna elettorale, invece dimenticando le ripetute richieste di incontro che gli avevamo rivolto per raccontargli del muro di gomma della burocrazia ministeriale e regionale, sorda e cieca rispetto alle emergenze sanitarie della Calabria: legalità e maggiori risorse per i servizi. Abbiamo perso un’occasione unica. L’impegno profuso a favore del diritto alla salute doveva rappresentare il nostro punto di forza per le Regionali, ma la miopia e l’equilibrismo di palazzo hanno vanificato i nostri sforzi. Ci aspettavamo che almeno il nostro capo politico, Luigi Di Maio, prima di presentare i candidati per le Regionali venisse con noi alla struttura commissariale, a Catanzaro, per rendersi conto di persona di come la stessa gestisca il piano di rientro dal disavanzo sanitario. Gli elettori ci puniranno sonoramente, ma almeno non sarà colpa nostra.

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