Campanella: mentre Oliverio e Quattrone se ne fregano, ecco la mia interrogazione al Governo

oliverio campanella

 

Oggi ho interrogato il presidente del Consiglio Matteo Renzi e i ministri della Salute e dell’Economia, Beatrice Lorenzin e Pier Carlo Padoan, sui problemi della Fondazione Tommaso Campanella, in liquidazione. È surreale il menefreghismo a riguardo del governatore Oliverio e del rettore Quattrone.

 

di Dalila NESCI

 

Nell’atto ho chiesto loro “quali iniziative urgenti intendano assumere per favorirne la risoluzione, soprattutto dato che la regione Calabria è sottoposta a piano di rientro e in ragione della pesante sofferenza, intanto economica, degli ex lavoratori della Fondazione Campanella, rimasti vittime uniche di un intero sistema”.

Il quadro è gravissimo come il menefreghismo del governatore regionale Oliverio e del rettore Quattrone. Il caso Campanella è paradigmatico del ruolo che l’Università di Catanzaro ha finora giocato nella sanità calabrese. Ciononostante, l’ateneo vorrebbe perfino inghiottire l’ospedale Pugliese-Ciaccio con l’integrazione di cui tanto si discute.

Nella mia interrogazione compaiono i silenzi del governo, cui il 17 giugno scorso il commissario liquidatore della Campanella, Andrea Bonifacio, aveva esposto fatti gravi: l’immobilismo tenuto dai soci Regione Calabria e Università di Catanzaro, la mancata gestione dei rischi legali e l’indifferenza davanti alle proposte.

 

Nell’atto ho scritto che per la Fondazione è stata accertata una “situazione debitoria di 88,4 milioni di euro oltre a 23,5 milioni per accantonamenti”. Ho aggiunto che all’inventario della Campanella mancano stazioni diagnostiche, computer portatili, monitor e attrezzature per un controvalore complessivo di circa 644 mila euro.

 

Il commissario liquidatore ha già citato la Regione Calabria, la Aou Mater Domini e l’Università di Catanzaro “per i costi sostenuti – prosegue la mia interrogazione M5S – per la gestione delle unità operative a direzione universitaria estranee all’ambito oncologico nel periodo dal 01/01/2012 sino al 01/08/2014, per l’importo complessivo di 38.950.490,3 di euro“.

 

Circa, poi, l’acquisizione di beni e servizi alla luce della normativa sugli appalti e anticorruzione, il commissario liquidatore ha segnalato che “dall’analisi dei decreti di assegnazione – ho scritto nell’interrogazione – risulta che la stragrande maggioranza degli stessi sono stati effettuati sotto soglia, anche in maniera sistematica, ripetitiva e consistente”.

 

Vi sono poi passaggi su una tenuta anomala dei conti. In particolare, figura che alla data del 30.09.2015 nei confronti del policlinico universitario Mater Domini residuano iscritti nel bilancio della Fondazione crediti per circa 28,856 milioni, debiti per circa 27,232 milioni e fondi per oneri per 9,932 milioni di euro.

 

Ciononostante, per i consulenti Bonura e Passi “non risultano – si legge – debiti intrattenuti dal Mater Domini nei confronti della Fondazione Tommaso Campanella”.

 

Ho chiesto pure “quali verifiche i ministri interrogati intendano attivare in relazione agli elementi forniti dai citati consulenti dell’Aou Mater Domini, discordanti con gli accertamenti effettuati dal commissario liquidatore Bonifacio“.

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