Cantiere Calabria: le lacrime di Oliverio per nascondere il disastro

Eccovi il mio commento sulla tre giorni del Pd, l’ennesima commedia di un partito che usa l’università (pubblica) per rifarsi la faccia.

Mario Oliverio passi ai fatti, perché di parole ne ha fatte fin troppe, lasciando la Calabria allo sbando. Non bastano i propositi annunciati dal governatore, del resto costanti nel suo mandato, per far dimenticare la vicenda dei fondi per il teatro; le nomine in sanità agevolate da leggine regionali e deliberazioni di giunta sotto Ferragosto; l’immobilismo sui 2miliardi che lo Stato deve alla sanità calabrese; il caos sul personale delle Province che doveva essere trasferito alla Regione; la mai chiarita vicenda dell’officina provinciale del Centro viabilità a San Giovanni in Fiore; i prezzolati incarichi a fedelissimi e sostenitori; i 10milioni all’anno in più che dalla Cittadella arrivano al policlinico universitario di Catanzaro senza valido protocollo d’intesa; i rovinosi roghi estivi e il ricorso ai soliti dirigenti camaleontici. Non bastano le ultime promesse di Oliverio, i suoi abbracci con il ministro Marco Minniti e le sue lacrime da libro Cuore, per nascondere l’improvvisazione amministrativa; il navigare dell’esecutivo a vista; il ritardo imperdonabile sul rilancio della Fondazione Terina; la mancanza di coraggiosi investimenti per il sistema aeroportuale; le scelte improvvide sui conti con l’estinta Fondazione Campanella; l’incapacità politica di difendere le prerogative della Regione in materia sanitaria, l’inadeguatezza nelle politiche per i trasporti, il lavoro e il sociale e l’evidente subalternità al governo Gentiloni-Renzi, che usa la Calabria come serbatoio di voti. Se vuole una seconda possibilità, Oliverio cominci a fare pulizia ai piani alti della Cittadella. Se non l’ha ancora capito, il governatore ha perduto la faccia proprio per i codici particolari e le scelte imbarazzanti partorite in quelle sedi. 

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