Cardiochirurgia dell’Università di Catanzaro: Quattrone vada a casa! #Dimissionisubito

quattrone

Riguardo alla ‪Cardiochirurgia del policlinico dell’Università di Catanzaro, il rettore Quattrone sapeva da tre anni delle “gravissime carenze architettonico/strutturali“, che “espongono il paziente che ha subito un intervento cardiochirurgico a rischi gravissimi e non tollerabili che possono portare anche a conseguenze nefaste”. Ora ‪#‎dimissionisubito.

 

di Dalila NESCI

 

Con il collega deputato ‪‎M5S Paolo Parentela, prendiamo atto che per il rettore Aldo Quattrone è una semplice formalità la mancanza, nella Cardiochirurgia del policlinico universitario di Catanzaro, della terapia intensiva dedicata, obbligatoria per legge.

Lo diciamo in risposta alle dichiarazioni con cui il rettore Quattrone ha ‪minimizzato sugli esiti della verifica effettuata di recente dalla ‪‎commissione di controllo, inviata dal dipartimento per la tutela della salute a seguito di una nostra ispezione nel reparto.

Prendiamo atto che per il rettore Quattrone sono semplici formalità anche la ‪mancanza della seconda sala operatoria, di certezze sulla disponibilità dei pace maker, delle verifiche sulle attrezzature elettromedicali, del documento valutazione rischi, del numero previsto di infermieri, del programma e dei risultati riguardanti le analisi batteriologiche, delle carte sulla prevenzione e sul controllo della legionellosi, della casistica degli ultimi 5 anni, del certificato di qualità, dell’individuazione del cardiologo, del terapista per la riabilitazione e di un tecnico manutentore. E semplice formalità è, per il rettore Quattrone, il fatto che gli interventi chirurgici in circolazione extracorporea sono stati 216, in luogo dei 300 minimi previsti dalla normativa.

Prendiamo atto che per il rettore Quattrone hanno scarso significato gli allarmanti ‪decessi postoperatori denunciati dall’allora primario, professore Attilio ‪‎Renzulli, che scrisse pure dell’elevato rischio conseguente alla mancanza di terapia intensiva dedicata.

Prendiamo atto che il rettore Quattrone ha ‪‎dimenticato la relativa richiesta di interventi, avanzata dallo stesso Renzulli nel febbraio 2013. Addirittura tramite legale, Renzulli precisò che “l’unica unità di terapia intensiva è condivisa dai pazienti/operati della cardiochirurgia e pazienti che provengono da altre unità operative, nonché urgenze/emergenze interne ed esterne provenienti da tutto il territorio regionale con un elevatissimo rischio di infezioni e contaminazioni”. Fu lo stesso Renzulli a rappresentare, proprio a Quattrone e al dipartimento regionale per la tutela della salute, che “le carenze architettonico/strutturali sono ‪#‎gravissime ed espongono il paziente, che ha subito un intervento cardiochirurgico a rischi gravissimi e non tollerabili che possono portare anche a conseguenze nefaste”.

Prenda invece atto il rettore Quattrone che con una differenza di ben sette piani tra la sala operatoria e di terapia intensiva, al policlinico universitario, come abbiamo esposto alla ‪‎Procura di Catanzaro, hanno iniziato a realizzare la terapia intensiva dedicata, non ultimata, esattamente ‪dopo la nostra visita ispettiva del 13 luglio e la nostra richiesta al dipartimento di attivare la commissione di controllo. Scaduto il termine per la conclusione del procedimento di verifica, la terapia intensiva dedicata è ancora in fase di realizzazione. Pertanto, il rettore Quattrone si ‪dimetta subito, dato che per quasi tre anni ha chiuso consapevolmente gli ‪occhi, sperando che proseguisse il silenzio su una storia di estrema gravità, finora coperta da un generale, rovinoso ‪‎mutismo.

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