Cardiochirurgia universitaria, saga delle menzogne. Le inutili difese di Abramo e Costanzo

abramo costanzo

 

Signori e signore, ecco a voi il valzer delle menzogne e delle difese inutili a tutti i costi. Leggere per credere. Dopo il mio intervento di ieri in cui, con argomentazioni forti e documentate, sottolineavo che il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, altro non faceva che spalleggiare il duo Scura-Quattrone per l’apertura della Cardiochirurgia di Reggio Calabria sotto la gestione dell’ateneo catanzarese, questi si è sentito in dovere di rispondere, collezionando l’ennesima magra figura. Peggio mi sento col sempre prodigo per i compari, il consigliere regionale Sergio Costanzo, il quale confonde proprio fischi per fiaschi, mentendo spudoratamente. Meglio ripetergli la questione, per l’ennesima volta, in lingua nazionale, sperando che ora capisca.

 

 

di Dalila NESCI

 

 

Il sindaco di Catanzaro ha la testa dura e sbaglia a difendersi per forza, peraltro con argomenti sempre generici. Dopo il mio intervento di ieri, Sergio Abramo ha deciso di replicare. Peccato, però, che l’abbia fatto dicendo una cosa per un’altra.

È vero, Abramo ha partecipato alle tante, inutili riunioni per salvare la Fondazione Campanella, per cui si è stracciato le vesti come altri politici. Tuttavia, da sindaco di Catanzaro non ha messo un centesimo per la Fondazione, benché potesse. Dopo averglielo ricordato in tempi non sospetti, egli ha taciuto, muto come un pesciolino d’acquario.

Non solo. Abramo fa il finto tonto, quando si proclama difensore dell’Università catanzarese. Se vuol difenderla veramente, infatti, si svegli perché l’ospedale universitario Mater Domini abbia subito una terapia intensiva dedicata, evitando che possibili infezioni ai pazienti danneggino la credibilità dell’ateneo.

Il punto è uno: Abramo continua a dire di amare spasmodicamente la formazione universitaria in Calabria. Ma allora spieghi in quale gola di Hattin della politica era in battaglia, quando sotto Scopelliti saltò l’accordo per attivare all’ospedale di Cosenza corsi accademici per professioni sanitarie, nonostante gli atti pronti.

Il sindaco di Catanzaro farebbe meglio a non sfidarmi sulla visione generale della sanità, perché quello che per lui è generale per me è particolare. Ogni valutazione sui problemi sanitari deve partire dalle esigenze dei pazienti e non da quelle degli amici e compari che entrano a palazzo, anche per piccoli pruriti.

E, a proposito di amici e compari, ecco il consigliere Sergio Costanzo, che pure si è sentito in dovere di intervenire in merito alla mia richiesta di verifica dei requisiti di legge per il reparto di Cardiochirurgia dell’Università di Catanzaro, che purtroppo non ha una terapia intensiva dedicata, fatto che comporta gravi rischi per tutti i pazienti, fossero del luogo, di Aosta, di Palermo, di Atene o di città invisibili. E invece il buon Costanzo confonde tutto e mi attribuisce cose che io non ho mai detto.

Del resto, cominciavo a preoccuparmi per i ritardi del consigliere Sergio Costanzo, abituato a esprimere solidarietà meccanica al sindaco di Catanzaro e soprattutto al rettore Aldo Quattrone, caparbiamente silente quando si parla di fatti. In effetti stavolta Costanzo ha atteso di più, prima di rispondere a una Nesci che, si vede, non sono io, dato che non ho mai affermato quanto il consigliere comunale di Catanzaro mi attribuisce di fantasia.

Vediamo di ripeterlo un’ultima volta, con “costanza” e in lingua nazionale, sperando che tutti, almeno questa volta, comprendano: ho semplicemente chiesto la verifica dei requisiti di legge per il reparto di Cardiochirurgia dell’Università di Catanzaro, che purtroppo non ha una terapia intensiva dedicata.

Costanzo può dilungarsi quanto vuole in discorsi altri dalle questioni che ho posto col Movimento 5 stelle, ma non venderà all’opinione pubblica fischi per fiaschi. È bene che Costanzo lo sappia, anche perché oggi le informazioni si verificano subito e i politici si sbugiardano all’istante.

Mentire non serve, dunque. Il collega deputato M5s Paolo Parentela e io andremo avanti per tutelare la salute dei pazienti, senza riverire quei potentati che stanno affossando la sanità catanzarese nell’omertà della vecchia politica.

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