Caro Valenti, Il Quotidiano del Sud rispetti l’attività M5S

Rocco Valenti

Egregio Direttore Rocco Valenti (in foto, nda),

ho sempre sottolineato l’importanza dell’informazione per il futuro della Calabria, regione schiacciata dal vecchissimo centralismo dei partiti. In coerenza, coi colleghi M5S nel mio piccolo ho portato alla Camera il tema della libertà dei giornalisti e dei giornali calabresi, troppo spesso pressati dal potere, che cerca celebrazioni quotidiane e non tollera alcuna opposizione sulla stampa.

Con dispiacere rilevo, da parte del giornale che dirige, un atteggiamento fazioso e improprio nel trattare notizie che ci riguardano, di cui fornisco subito esempi concreti.

Il «Quotidiano del Sud» di oggi, 16 luglio c.a., non riporta la notizia (pure battuta dall’Ansa alle ore 11,59 del 14 luglio u.s.) di una mia interrogazione parlamentare sulla vicenda dei budget 2015 per la sanità privata calabrese, ma riporta quella dell’interrogazione di altri colleghi sullo stesso caso, peraltro battuta dopo (in un caso dall’Ansa alle ore 12,47 del 15 luglio u.s.; nell’altro dall’Ansa alle ore 20,52 del 15 luglio u.s.)

Inoltre, sempre nel numero di oggi la notizia di un parere (di parte M5S) a favore dell’illegittimità della nomina di Santo Gioffrè a commissario dell’Asp di Reggio Calabria è data con un riferimento all’avvocato che l’ha redatto, di cui è erroneamente indicata la provenienza da Gioia Tauro. Si aggiunge, poi, che il legale – Domenico Monteleone, nella fattispecie – è residente a Roma. Nel nostro comunicato, ieri trasmesso a tutte le redazioni calabresi, è precisato che l’avvocato appartiene al foro di Roma. È curiosa, dunque, l’arbitraria ed erronea specificazione operata dal «Quotidiano del Sud», che peraltro non ha rilevanza giornalistica. Il riferimento degli avvocati è più spesso il loro foro di appartenenza, ma transeat.

La questione principale non è questa, però. Insieme al parere dell’avvocato Monteleone e dell’avvocato Michele Salazar, che ha invece argomentato per la legittimità della riferita nomina di Gioffrè, ho mandato ai giornalisti calabresi una mia lettera indirizzata a diverse istituzioni nazionali e regionali. Dal documento emerge, sino a prova di smentita, il lungo silenzio, da Roma a Catanzaro, sulla remota questione circa la regolarità delle nomine dei vertici sanitari, che posi formalmente nel marzo scorso. Segnalo che il governo centrale non ha mai chiarito univocamente, nel rispondere a una mia interpellanza urgente, se occorre un atto di recepimento del commissario ad acta per le nomine in parola da parte della giunta regionale.

A conclusione del citato articolo di oggi su «Il Quotidiano del Sud», si riporta che «il parere dell’avvocato Monteleone è differente rispetto a quello del ministero della Pubblica Amministrazione, che non ha inteso intervenire sulla vicenda». Il passaggio contiene un equivoco evidente, perché il termine «parere» potrebbe significare mera «opinione» oppure un documento ufficiale con cui si argomenta nel diritto. A scanso di equivoci, il ministero non ha rilasciato pareri formali.

In merito all’inconferibilità dell’incarico di commissario a Gioffrè, non ci è sfuggito un articolo di Adriano Mollo, pubblicato di recente nell’edizione cartacea di «Il Quotidiano del Sud» e ripreso lo scorso 12 luglio, sul portale della testata. Scrive Mollo che, riguardo all’inconferibilità contestata da M5S al commissario straordinario dell’Asp di Reggio Santo Gioffrè, «è intervenuto il ministero chiarendo che non si applica la norma (del D. Lgs. 39/2013, nda) ai commissari straordinari nominati dalla Regione». Ora, delle due l’una: o il Ministero per la Pubblica Amministrazione – cito l’articolo di oggi – «non ha inteso intervenire sulla vicenda» oppure – cito il precedente pezzo di Mollo – «è intervenuto» «chiarendo che non si applica la norma (del D. Lgs. 39/2013, nda) ai commissari straordinari nominati dalla Regione».

In tutto ciò, la verità è che nessuna istituzione ha finora voluto affrontare il problema e diversi osservatori non sono rimasti nel campo del diritto, che è quello che più ci interessa. Inviando alla stampa il parere dell’avvocato Monteleone con quello dell’avvocato Salazar, si è dato un contributo all’approfondimento, al di là delle parti. Avremmo molto piacere se, riportando i fatti con precisione, «Il Quotidiano del Sud» facesse chiarezza su una questione, questa della legittimità o meno delle nomine dei vertici sanitari, dirimente per la credibilità degli amministratori regionali e per l’avvenire della sanità calabrese.

Cordialmente.

Dalila Nesci

deputato, M5s

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