Carolina Girasole lascia Isola Capo Rizzuto e si candida con Monti

Carolina Girasole, sindachessa di Isola Capo Rizzuto (Crotone), diceva: "È qui che vogliamo vivere"

Carolina Girasole, sindachessa di Isola Capo Rizzuto (Crotone), diceva: “È qui che vogliamo vivere”

Oggi la stampa ha informato della candidatura montiana alla Camera di Carolina Girasole, sindaco di Isola Capo Rizzuto (Crotone), territorio da sempre minato dalla ‘ndrangheta.

Salvo che la Girasole non ci ripensi, il sindaco di Isola Capo Rizzuto sta scappando dalla Calabria per guadagnare una poltrona a Roma, salutando i cittadini e le loro speranze di una rivoluzione culturale legalitaria. Per quanto riferiscono le agenzie, la Girasole è pronta a lasciare il suo posto di sindaco: non per effetto di una minaccia mafiosa, ma per l’offerta di una seconda posizione in lista Monti, l’uomo che ha già ridotto l’Italia all’osso e destabilizzato la Calabria con tagli lineari e fredda iniquità sociale.

di Dalila NESCI

Antonio Forastefano, ex boss della ‘ndrangheta dell’Alto Ionio, ora pentito è stato condannato a 15 anni per fatti di sangue nella Sibaritide. Il suo nome è legato d’altra parte, operazione Omnia, a quello di Franco La Rupa, già consigliere regionale dell’Udeur che, secondo il giudice di primo grado, avrebbe pagato la cosca in cambio di voti.

Il rapporto fra ‘ndrangheta e politica è il principale problema della Calabria, per risolvere il quale occorrono scelte nette e coerenti.

Ironia della sorte, la notizia della condanna di Forastefano è uscita oggi. Insieme, la stampa ha informato della candidatura montiana alla Camera di Carolina Girasole, sindaco di Isola Capo Rizzuto (Crotone), territorio da sempre minato dalla ‘ndrangheta. La Girasole è spesso definita «sindaco antimafia», espressione priva di senso, se compito di un sindaco è governare per il bene dei cittadini, rappresentando esclusivamente lo Stato.

Proprio per la storia della Girasole, sindaco di un comune difficile, storicamente stretto dall’azione criminale, la scelta non si comprende in alcun modo. Si tratta di una decisione ragionata, meditata per rappresentare la resistenza all’invasione ‘ndranghetista, oppure è un calcolo puramente opportunistico, concordato con i vertici calabresi del progetto montiano?

È opportuno ricordare che il responsabile di Italia futura (con Monti) in Calabria è Floriano Noto, imprenditore di Catanzaro già candidato in Forza Italia, esattamente nell’anno 1994.

È indispensabile non perdere la memoria storica, che grazie alla rete è incancellabile. La Girasole, dunque, collaborerebbe con esponenti della vecchia guardia, prestando il suo volto al sistema del riciclaggio politico.

Salvo che la Girasole non ci ripensi, il sindaco di Isola Capo Rizzuto sta scappando dalla Calabria per guadagnare una poltrona a Roma, salutando i cittadini e le loro speranze di una rivoluzione culturale legalitaria. Per quanto riferiscono le agenzie, la Girasole è pronta a lasciare il suo posto di sindaco: non per effetto di una minaccia mafiosa, ma per l’offerta di una seconda posizione in lista Monti, l’uomo che ha già ridotto l’Italia all’osso e destabilizzato la Calabria con tagli lineari e fredda iniquità sociale.

Chi viene eletto nel Movimento Cinquestelle, invece, deve concludere il proprio mandato. La fiducia degli elettori non si può tradire. Chi lo fa, inutile girarci attorno, intende la politica come carriera personale, non come servizio pubblico.

Siamo ormai informati, abituati e immunizzati. I partiti continuano a candidare personaggi che il Movimento Cinquestelle caccerebbe a calci. Spiegazione: è una metafora, la violenza appartiene al sistema delle lobby.

Nel Pd calabrese, Nicodemo Oliverio, deputato uscente, ha stravinto le primarie a Crotone: 8.547 voti e un’imputazione per bancarotta fraudolenta. Evidentemente Bersani ha troppe bambole da pettinare e non se n’è accorto.

Il Pdl schiera per il parlamento i suoi campioni, si legge sui giornali di oggi: Piero Aiello e Demetrio Arena, l’uno indagato per la nomina di Alessandra Sarlo a dirigente dei Controlli della Regione, l’altro ex sindaco del Comune di Reggio Calabria sciolto per contiguità mafiose.

Repetita iuvant: la Sarlo è la moglie del giudice Vincenzo Giglio, arrestato nel novembre 2011 nell’inchiesta della Dda milanese sui giri lombardi dell’imprenditore Giulio Lampada, ritenuto curatore d’affari del clan Condello. Peraltro, all’atto della nomina la dirigente era già indagata per l’incarico di commissario dell’Asp di Vibo Valentia.

Insomma, tra opportunisti, riciclati e soggetti infidi, i partiti amano l’eccesso. L’obiettivo è rifarsi una facciata o assicurare nuove, vergognose protezioni di Stato.

Tocca a tutti noi impedirlo.

 

4 commenti

  1. a isola capo rizzuto le elezioni spesso si vincono se si ha l’appoggio delle famiglie mafiose altro che sindaca antimafia ………….

    • a Isola Capo Rizzuto, i mafiosi sono un po in carcere gli altri morti ammazzati……il sindaco Girasole non è stato mai minacciato da nessuno….figuriamoci se la mafia avrebbe paura di lei(ammesso che esistesse).
      E’ solo una ciarlatana in cerca di notorietà.
      Vi do un link dove andare a leggere le malefatte della paladina della legalità e poi tirate 4 conti.
      http://isolacaporizzuto.wordpress.com/

  2. Il vero ladro è Beppe Grillo.
    Ladro, imbroglione e anche porco.
    Vedete come tratta le femmine.
    Dalila come fai a stare in questo schifo di movimento?
    Dobbiamo cambiare il Paese, ma senza dittatori. No Berlusconi, non Grillo.

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