Caso Gentile: interrogazione sui silenzi di Rai Calabria

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Ho appena presentato un’interrogazione in Vigilanza Rai sul comportamento del tg della Calabria riguardo al caso del senatore Gentile. Dopo la notizia della sua nomina a sottosegretario, il tg della Rai regionale (in foto la sede, nda) ha taciuto sulla forte disapprovazione della stampa e dell’opinione pubblica italiane. Il Movimento Cinque Stelle, poi, è stato completamente oscurato, alla faccia del pluralismo previsto dal contratto di servizio della Rai. Ve la racconto.

di Dalila NESCI

Sull’intera vicenda di Gentile, iniziata con la mancata uscita del quotidiano L’Ora della Calabria, con i colleghi M5S Federica Dieni, Nicola Morra e Paolo Parentela, abbiamo diramato tre comunicati: uno il 27 febbraio, uno il 1 marzo e uno il 3 marzo.  Con tali strumenti, abbiamo dichiarato netta contrarietà rispetto alla nomina di Gentile, nonché un chiaro giudizio politico sulle responsabilità del personaggio, espressione di una classe dirigente – di destra, centro e sinistra – da sempre al potere, votata all’assistenzialismo e incapace di alimentare il riscatto della Calabria e l’effettiva dignità dei calabresi.

Nel comunicato del 27 febbraio abbiamo chiesto, nel silenzio del tg di Rai Calabria, le dimissioni del direttore generale dell’Asp di Cosenza Gianfranco Scarpelli, indagato per presunti favori al figlio del senatore Gentile e riconducibile alla sfera d’influenza politica dell’esponente del Nuovo Centrodestra.

Nei giorni successivi, con Federica, Nicola e Paolo abbiamo presentato due atti di sindacato ispettivo connessi ai favori che il figlio del senatore Gentile avrebbe ricevuto – secondo la Procura di Cosenza – dalla direzione dell’Asp di Cosenza. In queste due interrogazioni abbiamo chiesto al ministro dell’Interno e al presidente del Consiglio, rispettivamente, un nuovo accesso all’Asp di Cosenza e la revoca al governatore della Calabria dell’incarico di commissario per il Piano regionale di rientro nella sanità. Queste notizie abbiamo inserito nel comunicato stampa del 3 marzo scorso, inviato anche alla redazione giornalistica della Rai calabrese e da questa beatamente ignorato.

Non va dimenticato che, sempre con Federica, Nicola e Paolo, smascherammo nei mesi scorsi la falsa notizia, data dal tg di Rai Calabria, dell’arrivo di 20 milioni – attribuito ai senatori NCD Gentile e Aiello – per i danni del maltempo a Catanzaro.

Sulla scorta dei fatti, ad Anna Maria Terontola, presidente della cRai, nell’interrogazione di oggi ho chiesto “quali iniziative intenda promuovere al fine di garantire un oggettivo, completo, imparziale e non censorio racconto dei fatti da parte del telegiornale regionale di Rai3 e, quindi, una corretta informazione del servizio pubblico, tenendo conto che non è la prima volta che il Tgr calabrese offre cronache con certa, evidente e indebita partecipazione politica”. Ho chiesto, inoltre, “quali iniziative intenda assumere il presidente della Rai al fine di assicurare che il Tgr calabrese garantisca gli stessi spazi a tutte le formazioni politiche, come peraltro previsto all’art. 3 del Testo unico della radiotelevisione (Decreto legislativo 31 luglio 2005, n.177).

La voce del Movimento Cinque Stelle è troppo scomoda per il potere, ma nessuno riuscirà a silenziarci.

 

 

 

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