Caso Gioffrè, il fiato sul collo continua: M5S denuncia gravi omissioni alla procura

parlamentari m5s calabria

 

 

Sulla nomina di Santo Gioffrè a commissario dell’Asp di Reggio Calabria, insieme agli altri parlamentari M5s Nicola Morra, Paolo Parentela e Federica Dieni, ho presentato un’integrazione al precedente esposto presentato alla Procura di Catanzaro. Il fiato sul collo continua. La battaglia non finisce qui.

di Dalila NESCI

 

Nella sua delibera n. 66 del 2 settembre scorso, l’Autorità nazionale anticorruzione ha puntualizzato che il 9 aprile 2015 Santo Gioffrè ha presentato una dichiarazione sull’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità per l’incarico. Il 15 aprile gli era stato chiesto di integrare la medesima dichiarazione, alla luce di segnalazioni e interrogazioni parlamentari del Movimento 5 stelle contenenti la notizia della sua candidatura, nel 2013, a sindaco di Seminara. L’autorità nazionale anticorruzione ha rilevato, sempre nella sua delibera, che Gioffrè non ha presentato la richiesta integrazione, invece consegnando il parere di un legale a sostegno della legittimità della sua nomina (sbugiardato da quello dell’avvocato Domenico Monteleone).

In altri termini, stando all’istruttoria dell’Autorità nazionale anticorruzione, Gioffrè ha omesso di comunicare alla Regione Calabria di essere stato candidato a sindaco di Seminara nel 2013, nell’attestare l’assenza di cause ostative. La rappresentanza parlamentare calabrese del Movimento 5 stelle aveva chiesto agli uffici competenti di verificare, per tutti i commissari nominati, le prescritte dichiarazioni sull’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità. Inoltre, al presidente della Regione Calabria, al commissario alla sanità calabrese, al dipartimento regionale Tutela della Salute, ai Ministeri della Salute, dell’Economia e per la Pubblica amministrazione, la stessa rappresentanza parlamentare aveva formalmente comunicato la notizia della candidatura di Gioffrè nel Comune del comprensorio sanitario dell’Asp di Reggio Calabria.

Questi sono fatti che, ancora non evidenziati nell’ambito dell’informazione, vanno chiariti dall’autorità giudiziaria. Oliverio e Scura devono risponderne; l’uno politicamente, l’altro al governo.

Presenteremo interrogazioni alla Camera e al Senato per la revoca dell’incarico a Scura, che dalle carte in nostro possesso non ha disposto alcun approfondimento sulla nomina di Gioffrè, su cui per mandato doveva intervenire. Inoltre, andremo sino in fondo anche sulla questione del parere legale presentato da Gioffrè a sostegno della propria poltrona. Vogliamo sapere se è stato pagato coi soldi dei calabresi e quanto, all’occorrenza, sia costato ai cittadini. Inoltre, va revocato anche l’incarico di commissario dell’Ao di Catanzaro a Domenico Pingitore, come Gioffrè nominato dalla giunta Oliverio al di fuori della specifica normativa anticorruzione.

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