Catanzaro, Abramo spalleggia Scura e Quattrone ma dimentica i bisogni reali della sanità

sergio abramo

 

Sergio Abramo è liberissimo di celebrare le gesta di Scura e Quattrone, se gli è utile. Ecco, secca, la mia risposta al sindaco di Catanzaro, che di recente ha difeso l’accordo tra il commissario alla sanità Massimo Scura e il rettore dell’Università di Catanzaro, Aldo Quattrone, finalizzato all’apertura della Cardiochirurgia di Reggio Calabria sotto la gestione dell’ateneo catanzarese.

 

 

di Dalila NESCI

 

 

Il punto è che Abramo sembra allergico alle verifiche sulle norme. Il suo campanilismo posticcio, infatti, è scattato quando ho chiesto il controllo dei requisiti di legge per la Cardiochirurgia dell’Università di Catanzaro, priva di terapia intensiva dedicata. Sul punto doveva chiarire il rettore, al posto del quale interviene sempre qualche politico catanzarese, come appunto Abramo.

Ma il sindaco di Catanzaro sa bene che senza quartiere mi occupo dell’intera sanità calabrese, su cui sono informata. Nel precisare che non sono di Reggio Calabria, gli ricordo che pur potendo egli non versò un centesimo, da sindaco, per salvare la Fondazione Campanella, di cui il rettore Quattrone conosce la triste evoluzione.

Per Abramo l’accordo Scura-Quattrone è buono. Io dico che non l’ha prescritto alcun medico, dato che il commissario dell’ospedale di Reggio Calabria, Frank Benedetto, poteva muoversi in tutta autonomia, senza la potestà dell’Università di Catanzaro, che con l’illecito surplus di finanziamento sottrae risorse al resto della sanità catanzarese.

Ma non basta. Per ultimo, non posso non registrare il mutismo del sindaco di Catanzaro sulle gravi carenze strutturali della Cardiochirurgia universitaria, denunciate dall’ex primario, Attilio Renzulli.

Nel silenzio di Abramo, il collega M5s Paolo Parentela ed io difenderemo l’ottima sanità dell’ospedale Pugliese dagli assalti baronali provenienti dal presidio universitario Mater Domini e coperti dalla politica catanzarese.

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