Centro del cuore di Reggio: M5S porta il caso in Procura e in Parlamento

scop quattrone

 

Sul centro del cuore di Reggio Calabria oggi io, Nicola Morra, Federica Dieni e Paolo Parentela abbiamo inviato un esposto alla Corte dei conti e alle procure di Reggio Calabria e Catanzaro, contemporaneamente interrogando i ministri della Salute e dell’Economia per sollecitarne l’apertura.

 

di Dalila NESCI

 

La nostra battaglia contro le irregolarità e le ingiustizie, specie in ambito sanitario, non si ferma. Oggi io, Nicola Morra, Paolo Parentela e Federica Dieni abbiamo inviato un esposto alla Corte dei conti e alle procure di Reggio Calabria e Catanzaro, contemporaneamente interrogando i ministri della Salute e dell’Economia per sollecitarne l’apertura.

In entrambi gli atti abbiamo raccontato in dettaglio la vicenda della nuova cardiochirurgia reggina, costata oltre venti milioni di euro ma ferma da quattro anni per la mancata attivazione dall’allora dg dell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria, Carmelo Bellinvia.

Non solo. Abbiamo anche evidenziato che la cardiochirurgia universitaria di Catanzaro opera senza posti letto assegnati e che il 25 giugno 2013 l’allora governatore regionale Giuseppe Scopelliti firmò con il rettore Aldo Quattrone un’intesa, priva di valore giuridico, per trasferire 10 posti da Reggio Calabria al reparto ospedaliero-universitario dell’ospedale Mater Domini di Catanzaro.

Per di più, nel quadro che abbiamo ricostruito alla magistratura e ai due ministeri figurano anche comprovati rapporti di affari tra Bellinvia e la moglie del rettore Quattrone, in relazione a un centro medico privato, Crm di Reggio Calabria.

Il caso della cardiochirurgia di Reggio Calabria è un classico della sanità calabrese, perché dimostra quanto interessi pubblici e privati si confondano ancora, si mescolino e sovrappongano, sempre a danno del bene pubblico e del diritto alla salute. Aspettiamo risposte precise e immediate dal governo. Per guarire la sanità della Calabria bisogna partire dalla regole, spesso calpestate, aggirate o ignorate da gruppi di potere.

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