Commissariamento sanità: le mille balle blu di Oliverio, prono al governo Renzi

balle oliverio

Il presidente Mario Oliverio continua a recitare a soggetto, rispetto alla gestione della sanità calabrese e alla necessità di uscire dal commissariamento. Ora ha toccato vette mai raggiunte dopo l’incontro del governatore della Calabria con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine della Conferenza Stato-Regioni.

 

di Dalila NESCI

 

Gli avevo scritto come far ‪cessare il commissariamento nella sanità, illegittimo e gravemente dannoso per i calabresi. Basta presentare un programma operativo, riprendendo quello della struttura commissariale, già approvato, e modificarlo appena; per esempio prevedendo la ‎riapertura degli ospedali di Trebisacce e Praia a Mare.

Delle due l’una: Oliverio non è in grado di presentare un nuovo programma oppure non vuole, perché gli fa ‎comodo prendersela a vita con Scura ed evitare l’assunzione delle responsabilità che gli competono, per cui è stato votato.

Il Pd prosegue nella farsa, grottesca quanto evidente. Finora la Leopolda della sanità calabrese non ha prodotto nulla. Dal canto suo, Oliverio aveva annunciato la stesura di un nuovo programma operativo, con un assemblearismo da vecchio ‪Pcus, cioè assieme ai direttori generali, ai dirigenti del dipartimento, a esperti vari e, manca poco, a Stalin, Ceausescu e magari Checco Zalone.

Era una balla clamorosa, dato che per scrivere un nuovo programma non serve una ‎corazzata Potëmkin, ma la volontà di cacciare i commissari Scura e Urbani, diventati un alibi per il governatore della Calabria, che ha promesso la luna ma sa di non poter accontentare nessuno, in quanto succube dei voleri e affari di Renzi, Lotti e Lorenzin, tipo Kpmg.

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