COMMISSIONE ANTIMAFIA: LEGGE APPROVATA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI.


Sono molto soddisfatta: la commissione bicamerale Antimafia della legislatura corrente potrà occuparsi di argomenti del tutto nuovi, frutto anche di una cultura della legalità e della giustizia che si è sviluppata nel tempo grazie all’impegno civile di associazioni, grazie alla lotta spesso solitaria dei familiari delle vittime di mafia, al coraggio di singoli cittadini colpiti da estorsione e usura, alla professionalità di giornalisti in prima linea, al senso dello Stato nelle forze dell’ordine e nella magistratura e, non da ultimo, alla letteratura e alla ricerca, sempre più ampie, in tema di organizzazioni criminali.

Tra gli ambiti di inchiesta approfondimento della Commissione, infatti, ci saranno la tutela delle vittime di estorsione e usura; la tutela dei familiari delle vittime delle mafie; il monitoraggio delle scarcerazioni; i sistemi informativi e le banche di dati in uso agli uffici giudiziari e alle forze di polizia; le modalità di azione delle associazioni mafiose e similari mediante condotte corruttive o collusive; l’infiltrazione all’interno di associazioni massoniche o comunque di carattere segreto o riservato; il traffico di stupefacenti e di armi e commercio di opere d’arte; il rapporto tra le mafie e l’informazione, con particolare riferimento alle diverse forme in cui si manifesta la violenza o l’intimidazione nei confronti dei giornalisti; i giochi e le scommesse; il movimento civile antimafia; il monitoraggio della normativa sulla lotta contro il terrorismo ai fini del contrasto delle mafie.

Adesso tocca al Senato proseguire nel lavoro di approvazione del testo finale che porterà all’istituzione della Commissione Antimafia.

Non mi resta che ribadire un pensiero, un’esortazione, un’eredita di Paolo Borsellino: «la lotta alla mafia deve essere un movimento culturale – aggiungo alimentato dall’esempio della politica e delle istituzioni, chiamate a una scelta netta e radicale – in grado di coinvolgere tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità, quindi complicità».

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