Crimini bancari, commissione d’inchiesta in arrivo

Una battaglia che, come deputata M5s, ho avviato nel lontano 2013, occupandomi dell’usura bancaria subita dall’imprenditore calabrese Antonino De Masi. In seguito ho presentato una proposta di legge per una commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema finanziario, accorpata ad altre analoghe. Il provvedimento complessivo è stato approvato al Senato e ora è in discussione alla Camera.

 

 

 

 

Testo intervento in aula

Signor presidente, colleghi deputati,

oggi c’è una consapevolezza generale, di fronte all’evidenza dei fatti: il sistema finanziario vigente non funziona, intanto perché controllori e controllati spesso coincidono e anche perché i giochi di potere e di palazzo – detta in termini spiccioli – si ripercuotono in modo violento su correntisti e risparmiatori.

Istituire una commissione parlamentare di inchiesta che indaghi sulle enormi falle del sistema è un atto doveroso, al quale siamo arrivati con molto ritardo. Doveva essere una priorità, per iniziare a restituire sovranità al parlamento, che è comunque – per Costituzione – il luogo più alto della rappresentanza popolare.

Proprio il parlamento si è trovato, in passato, a subire la ratifica di trattati internazionali devastanti, in nome del «ce lo chiede l’Europa» e per rispondere fintamente allo spettro di una recessione creata dal libero dominio di potentati finanziari e di apparati burocratici nemici della democrazia, dei diritti e dell’economia reale; della salvaguardia del risparmio, della libertà di impresa e della funzione dello Stato come garante supremo del «contratto sociale».

In ogni caso, che oggi si lavori a una specifica commissione d’inchiesta parlamentare è un risultato senz’altro positivo. Significa che – con tutte le difficoltà di preservare l’autonomia legislativa accordataci dalla Costituzione – il Senato e la Camera hanno dovuto ammettere l’estrema gravità della situazione: i suicidi di imprenditori e risparmiatori; la diffusione incontrastata di usura e truffe compiute da istituti bancari; la crescente perdita di occupazione e produttività; l’inserimento dei proventi da attività mafiose e criminali nel computo del Prodotto interno lordo e – non ultimi – la precarietà nel lavoro e l’incosciente abbassamento delle tutele dei lavoratori, con provvedimenti come il Jobs Act e l’insistenza suoi voucher, che hanno legittimato un ignobile sfruttamento umano, distruggendo la speranza e creando danni irreparabili, intanto per il futuro dei più giovani.

Non può esserci sviluppo economico se il sistema finanziario – e in primo luogo monetario, con l’emissione di moneta a debito da parte della privata Bce – sono alterati e determinano effetti micidiali sul lavoro, che è il fondamento della Costituzione e della Repubblica, giuridicamente collegato alla sovranità popolare, già ceduta all’Europa del regime bancario, ma in cambio di nulla. Nulla.

Infatti, malgrado i sacrifici chiesti agli italiani – alludo, intanto, all’innalzamento della pressione fiscale e all’assurda diminuzione dei trasferimenti centrali nei territori – non c’è più tutela vera della salute, non c’è efficienza della giustizia, non c’è un’istruzione adeguata, non c’è sicurezza effettiva della comunità.

In una parola, non esiste più lo Stato dei diritti, così come lo abbiamo studiato nella sua evoluzione, dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino alla Dichiarazione universale dei diritti umani, alla Costituzione repubblicana, che sancirono l’eguaglianza dei cittadini, titolari di diritti fondamentali e del potere di controllo dell’operato pubblico.

Due sono le necessità imprescindibili, nel definire la commissione d’inchiesta sul sistema finanziario:

la prima è di assicurarci – come abbiamo proposto nella proposta di legge collegata che reca la mia prima firma – che la medesima funga da catalizzatore per il rapido risarcimento delle vittime di crimini bancari;

la seconda è che la commissione sappia entrare in profondità nelle questioni più scottanti del sistema finanziario attuale, caratterizzato da una gerarchia bancaria che ha un vertice – cioè la Bce, la quale emette moneta a debito e perciò disintegra la sovranità popolare – e che ha imposto il diabolico pareggio di bilancio in Costituzione e in seguito ilfiscal compact, con i quali non c’è modo di recuperare ossigeno. Prima ancora, tale sistema finanziario ha obbligato gli Stati a convergere sul Meccanismo, perverso, di stabilizzazione della finanza pubblica, sottoposto al potere decisionale di soggetti terzi, che non rappresentano le comunità nazionali.

Ci attende, in primo luogo, un lavoro di coscienza, di conoscenza e di coraggio. E questo dobbiamo dircelo da subito.

 

 

Fai un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>