De Rose Servizi, il ministro Guidi verifichi eventuali truffe

FEDERICA GUIDI

 

«Ora il ministero dello Sviluppo economico dovrà intervenire sui contributi ricevuti ai sensi della legge 488 del ’92 da parte dell’azienda di Umberto De Rose e di altre in Calabria». Secco il commento della deputata M5S Dalila Nesci a seguito della sua interrogazione odierna alla Camera, nella quale ricostruisce la vicenda che ha visto protagonista la «De Rose Servizi e Forniture srl», che nel 2000 beneficiò di un 5 milioni di euro tramite legge 488/’92, con l’obbligo di effettuare un certo numero di assunzioni, pena la revoca del finanziamento.

«De Rose – continua la Nesci – prese soldi pubblici per assumere delle unità di personale e poi non lo fece. Quando poi gli è stato imposto di restituire con gli interessi un totale di circa 6,5 milioni di euro, ha fatto spallucce, con la politica calabrese che gli è venuta subito in soccorso». Il riferimento è al provvedimento approvato nel 2013 dal Consiglio regionale della Calabria, che prevedeva in sostanza, dice la parlamentare, «un condono tombale per tutti gli imprenditori che dovevano restituire soldi alla Regione, di cui ha goduto lo stesso De Rose».

Nesci conclude: «Adesso il ministero dello Sviluppo economico è chiamato a verificare con attenzione se ci sono state truffe da chi in Calabria ha ricevuto finanziamenti mediante la legge 488/92 e poi non ha assunto i lavoratori previsti».

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