Decreto Calabria bis: adesso scatto di orgoglio corale per superare il piano di rientro

Grazie Presidente. Cari Colleghi,

come ammoniva Corrado Alvaro, probabilmente il più importante scrittore calabrese del secolo scorso: La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile.

Ecco, Signor Presidente, io sono convinta che in Calabria, vivano milioni di cittadini onesti ma temo altrettanto dubbiosi che la loro onestà serva veramente a qualcosa.

 

Dal 2014, nell’arco di due anni, ho ispezionato di persona il 90% degli ospedali calabresi per documentarne lo smantellamento sistematico causato dai tagli orizzontali a posti letto, strutture e piante organiche del personale, cercando di lottare sempre contro le narrazioni dominanti – e spesso becere – sulla mia terra che non andavano mai in fondo all’origine dei problemi economici e di gestione manageriale.

Ho constatato che la “disperazione sociale” – come la definiva Alvaro – che deriva da quell’amaro dubbio, diventa spesso motivo di emigrazione o, peggio, linfa vitale per le ‘ndrine e i potentati locali d’ogni genere.

 

Sebbene mi rattristi per tanto, non mi stupisce quanto sia stato complesso per il nostro Governo nominare un nuovo Commissario ad acta per la Sanità calabrese.

 

Ora è stato finalmente nominato un nuovo Commissario, un fedele servitore dello Stato, il prefetto Guido Longo, a cui va, da questi banchi, il mio personale ringraziamento e quello del M5S.

 

Ma Longo, oltre che far fronte alla situazione emergenziale in corso, dovrà innanzi tutto assumersi la responsabilità di attivare in Calabria quelle misure eccezionali che garantiscano i LEA in ambito sanitario e che assicurino così il fondamentale diritto alla salute.

Una sfida difficile per la quale il Commissario Longo avrà poteri e risorse straordinarie, oltre ad un pieno supporto istituzionale da parte nostra.

 

Voglio ricordare, per amore di verità, che se oggi siamo chiamati a convertire in legge il Decreto Calabria Bis è perché nel 2019 è stato emanato il Decreto Calabria 1 che sanciva per la prima volta queste necessità straordinarie per la Regione da cui io provengo.

 

Nonostante gli sforzi da parte nostra, la Sanità calabrese, purtroppo, non è ancora uscita da quel limbo in cui si trova da oltre un decennio.

 

Come ci ha recentemente ragguagliati il dott. Andrea Urbani – ora a capo della Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute ma già sub-commissario ad acta proprio in Calabria – il disavanzo regionale continua a crescere. A consuntivo 2019 ha raggiunto quota 160 mln dopo le coperture economiche, anche a causa dei 42 mln del disavanzo 2018 portati a nuovo e della svalutazione del credito di 62 mln operata dalla A.O.U. “Mater Domini” per la nota -quanto scabrosa- vicenda della “Fondazione Tommaso Campanella” ex polo oncologico di CZ.

 

Attenzione però: non siamo di fronte a dati certi perché l’ASP di Reggio Calabria non presenta bilanci dal 2013 e molti altri enti –  tra cui nel 2017 le ASP di Cosenza e di Vibo Valentia e  le A.O. di Catanzaro e la “Mater Domini” – presentano bilanci con parere “non favorevole” dei rispettivi collegi sindacali. E queste criticità si riverberano inevitabilmente sulla Gestione Sanitaria Accentrata (GSA), il cui bilancio d’esercizio non risulterebbe adottato dal 2015.

 

In sintesi: la sanità calabrese è in continua e costante perdita.

 

Il perché lo denuncio da tempo: lestofanti che hanno avidamente spolpato, in questi lustri, la sanità pubblica in favore di quella privata. Milioni di euro di crediti sanitari  (chissà quanto corrispondenti a reali servizi e forniture) vantati verso le nostre aziende ospedaliere poi magari venduti a società veicolo del Nord per essere subito cartolarizzati – come è stato riportato da una recente inchiesta del Financial Times – e piazzati come titoli ad alto rendimento su mercati esteri…

 

Si badi, Signor Presidente, questo è un circolo vizioso in cui troppo spesso hanno avuto la meglio imprese legate alla ‘ndrangheta, l’hanno fatta franca dirigenti pubblici non perseguiti per la loro sciatteria o incapacità manageriale, ha lucrato la spregiudicata finanza internazionale. E poi ci sono le vittime: i cittadini calabresi bisognosi di cure.

 

Noi cittadini calabresi abbiamo visto affievolirsi nel tempo il nostro diritto alla salute garantito dalla Costituzione. Vivere sotto la soglia dei LEA equivale ad emigrare al nord in cerca di assistenza, alimentando ulteriormente -nostro malgrado- il deficit sanitario calabrese da “mobilità passiva” che oggi ammonta (seppur in lieve calo) a 281 milioni di euro.

 

Se poi a questo aggiungiamo che per molti anni, come ho denunciato in una mia interrogazione, la Regione Calabria non ha espletato le necessarie verifiche su PRESTAZIONI realmente EROGATE dalle altre Regioni in favore di cittadini calabresi…ci rendiamo conto di quanto sia stata indebitamente decimata la nostra quota del Fondo Sanitario Nazionale.

Un Fondo che – a questo punto – diventa prioritario ridisegnare se davvero si vuol condurre la sanità calabrese oltre il piano di rientro, verso una condizione normalizzata di gestione ordinaria. Un FSN, che preveda criteri di riparto riformati sulla base di un’esigenza di perequazione storica delle risorse e su reali e differenziati bisogni di salute.

 

Per tutto questo ritengo che prorogare quei poteri straordinari, aggiungendo risorse umane e finanziarie alla struttura commissariale sia l’unico modo per aiutare la sanità calabrese in piena pandemia e con una giunta regionale in carica solo per l’ordinaria amministrazione.

 

Il DDL definisce una nuova responsabilità in capo al Commissario ad acta all’interno della linea di comando per l’emergenza pandemica, con l’obbligo per la regione di affiancarlo con mezzi e personale e la possibilità di superare eventuali ostacoli burocratici assumendo gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali necessari. E’ inoltre prevista la facoltà di scegliere i commissari straordinari delle ASP e AO anche nell’ambito dell’elenco nazionale e quella di affiancare manager della sanità alle Commissioni prefettizie delle aziende sciolte per mafia.

 

I Commissari straordinari sono poi chiamati ad informare sulle misure adottate almeno ogni tre mesi la Conferenza dei Sindaci e le organizzazioni sindacali e, per tutta la durata dell’emergenza COVID-19, a riportare ogni mese alla conferenza dei sindaci le attività messe in atto al fine di contrastare la diffusione del contagio.

 

Al fine di supportare gli interventi di potenziamento del servizio sanitario regionale stanziamo 180 milioni in tre anni a copertura dell’attuale disavanzo sanitario. Oltre ai 15 milioni accantonati per garantire la disponibilità dei dati economico-gestionali.

 

Grazie poi ad un emendamento che ho fortemente voluto – e che è stato approvato grazie alla volontà politica trasversale in Commissione ‘Affari Sociali’ – il Commissario ad acta potrà ora adottare un piano straordinario di assunzione a tempo indeterminato di personale medico, sanitario, tecnico e socio-sanitario, sulla base del fabbisogno rilevato dalle aziende del Servizio sanitario regionale. Una misura necessaria se si vuole rimediare alle carenze sistemiche indotte da un decennio di austerity.

 

Veda, Signor Presidente, chi parla è una di quei calabresi che ancora non si arrende a quel dubbio di cui parlava Corrado Alvaro:———- non sarà mai    inutile     essere     onesti.

 

Queste sono Parole Guerriere, Presidente.

 

La mia Calabria, come l’intera Nazione, è chiamata ad evolvere: non abbiamo bisogno né di moniti né di paternali ma di proposte politiche lungimiranti e persone credibili ai posti di comando sul territorio… e soprattutto di donne, di uomini pronti ad incarnare responsabilità istituzionali.

 

Questo nuovo Decreto è un’opportunità che la Calabria non può permettersi di sprecare, nella consapevolezza che un sistema inefficiente potrà essere superato solo con uno scatto di orgoglio corale.

 

La nostra costante testimonianza, la nostra incrollabile determinazione, la nostra fiera lotta per una Calabria libera e giusta non sono saranno vane. E il dubbio che essere onesti sia inutile verrà presto fugato.

 

ll popolo calabrese, unito, ce la può fare.

Ne sono sicura. Ce la farà!

 

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