Dializzati calabresi, la Stasi sfugge alle mie richieste

Stasi gonzales 2

La presidente facente funzioni della Regione Calabria, Antonella Stasi, deve avere una certa difficoltà a rispondere di suo alle questioni che sollevo, specie in tema di sanità. Stavolta, a proposito del trasporto pubblico per dializzati, per cui l’avevo interessata con una lettera ufficiale, al suo posto mi ha risposto via stampa il capo del dipartimento regionale della Salute, Bruno Zito, richiamando i rimborsi previsti per legge agli ammalati e riferendo di non capire il problema da me posto.

di Dalila NESCI

Ricordo un precedente. Stranamente mi rispose il Marrelli Hospital al conflitto d’interessi della presidente Stasi, da me obiettatole, riguardante una norma di favore nel decreto-legge sulla pubblica amministrazione. Detto questo, Zito parla facile, non essendo parte in causa. Lo sbandierato sistema dei rimborsi serve a poco, perché i pazienti devono anticipare soldi propri e rivolgersi per gli spostamenti a operatori privati o a familiari disponibili.

Zito sa bene che la mia proposta a Stasi, quella di convocare le imprese di trasporto pubblico per organizzare il servizio insieme alle Asp, sarebbe stata pratica, rapida e vantaggiosa per tutti, aiutando in primo luogo i dializzati e le casse regionali.

Credo che Zito conosca il sistema, adottato altrove. Evidentemente, però, la Calabria ritiene di dover sempre fare da sé, riconoscendosi una sua speciale autonomia; emersa, per esempio, in relazione alle nomine dirigenziali effettuate in prorogatio.

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