Difendo l’antimafia Angela Napoli con interrogazione al premier Letta

Fondazione FareFuturo, cena per la prima riunione del nuovo gruppo parlamentare FLI

Stamani ho depositato un’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno sulla riduzione della protezione nei confronti dell’onorevole Angela Napoli (in foto, nda), già membro della commissione parlamentare Antimafia per tre mandati.

Nell’atto ispettivo, chiedo «di sapere quali siano le ragioni per cui all’onorevole Angela Napoli è stato recentemente assegnato un livello di vigilanza corrispondente a 4, che non prevede l’auto blindata, l’agente di tutela e l’autista di servizio, nonostante che, appena nel gennaio scorso, il presunto boss Pantaleone Mancuso, detenuto nel carcere di Tolmezzo (Udine), rivelò – come da captazione – l’esistenza di orditure per uccidere l’esponente politico, noto per le denunce e gli interventi istituzionali contro le organizzazioni del crimine, soprattutto calabresi».

Al di là delle mere questioni di contenimento della spesa che possono aver spinto il Ministero dell’Interno a diminuire le misure di tutela fino a un punto francamente incomprensibile, bisogna riflettere sul messaggio, pericoloso, che adesso sta passando.

Lo Stato deve proteggere i nemici del crimine organizzato; a prescindere, intanto in Calabria, da valutazioni su economie e risparmi. Se per qualche ragione, al contrario, lo Stato si tira indietro, lascia capire che non è bene denunciare, lottare contro la ‘ndrangheta e per la giustizia, ma è meglio tacere, accettare la prepotenza e la sopraffazione dell’antistato.

Di fatto, e di là da ogni norma richiamabile, due sono gli aspetti inquietanti della vicenda. In primo luogo, nella sostanza lo Stato si piega al potere dell’organizzazione criminale, in considerazione delle gravi e recenti minacce indirizzate all’onorevole Napoli. Secondo, e non meno importante, lo Stato non permette la prosecuzione dell’attività politica all’ex deputata, costretta a provvedere per sé alla propria sicurezza. Ciò non è affatto giusto e ha il sapore dell’ingratitudine.

Mi auguro che il nuovo presidente del Consiglio e il nuovo ministro dell’Interno sappiano realmente essere nuovi, mantenendo alto il livello di attenzione e di vigilanza sulla Calabria e sulle figure, della società civile o della politica, che agiscono per la libertà, la dignità e la legalità di un popolo tutto.

One comment

  1. Francesco Barone

    I miei più cari e sinceri complimenti; siano questi segnali i caratteri distintivi della tua carriera politica: Giustizia, Legalità e Democrazia. Brava Dalila! O come forse ti dovrei chiamate On. Nesci!

Fai un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>