Dimesso Scopelliti, Renzi cacci Alfano

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«Le dimissioni di Giuseppe Scopelliti, governatore della Calabria, rappresentano la fine del potere che per decenni, senza differenze tra destre e sinistre, ha svuotato la regione costringendo intere famiglie a emigrare o a vivere di stenti». Lo dichiarano i parlamentari M5S della Calabria Dalila Nesci, Nicola Morra, Paolo Parentela e Federica Dieni, che aggiungono: «I partiti sono tutti complici. Al governo della Regione, infatti, si sono comportati come Scopelliti e sodali, o da alleati o da finti oppositori. La Calabria, prigioniera dei contrasti fra generosità e ‘ndrangheta, grande bellezza e malasanità, lavoratori operosi e assistenzialismo umiliante, può adesso conquistare la propria libertà, ma fuori dei partiti». «Non c’è differenza – precisano i parlamentari Cinque Stelle – tra il Nuovo Centrodestra di Scopelliti e Gentile, Forza Italia dei vecchi Pdl, in cui tre consiglieri regionali furono arrestati per ‘ndrangheta, e il Pd di Loiero, della famiglia Adamo e di Mario Pirillo. Sono tutti uniti dall’interesse, dal teatro della politica, dalla spartizione di posti e interessi». «È singolare – sottolineano i parlamentari M5S – che questi camaleonti politici, abituati a muoversi fra melma e rifiuti, non sappiano di essere finiti. La caduta del condannato Scopelliti aumenterà la sfiducia dei calabresi verso il sistema dei partiti, ormai in putrescenza».

Nesci, Morra, Parentela e Dieni concludono: «Le persone comuni e disinteressate del Movimento Cinque Stelle cambieranno la Calabria, con il coraggio, la coscienza pulita e il senso del bene comune. Si vada subito alle elezioni regionali, ma Renzi rimuova Alfano, che, avendo scelto Scopelliti come suo referente politico, non può più fare il ministro dell’Interno nemmeno per un altro giorno».

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