Dimissioni primari a Vibo, la mia lettera a Scura: “Ora le modifiche della rete”

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Ecco il testo della ‪lettera che ho inviato al commissario alla sanità Massimo ‪Scura dopo l’incontro coi dirigenti medici e aziendali dell’ospedale di ‪‎Vibo Valentia. Un incontro positivo ma‪ insufficiente: ora occorrono le modifiche alla ‪rete ospedaliera, una rete fatta senza tenere conto delle realtà funzionanti, dei bisogni e delle carenze nei singoli territori; soprattutto nella provincia di Vibo Valentia, la più abbandonata da un governo cieco, sordo e fastidiosamente offensivo, come per la vicenda del fiero pasto con giubilo nella galleria di ‪‎Mormanno.

 

di Dalila NESCI

 

Preg.mo Commissario Ing. Scura,

considero positivo ma ancora insufficiente il ripensamento che ha espresso nell’incontro coi dirigenti medici e aziendali dell’ospedale di Vibo Valentia. Oggi ha assicurato il ritorno alla dotazione precedente del presidio, più la‪ Nefrologia.

Tuttavia, in mancanza di un decreto contenente le specifiche modifiche, l’‪ospedale vibonese resterà penalizzato dall’attuale rete dell’assistenza;‪ sbrigativa, poco concreta e molto inadeguata.

In ogni caso, Commissario, stavolta ha dato un ‎segnale alla presenza degli stessi medici che hanno rimesso il mandato per causa delle amputazioni strutturali subite dall’ospedale vibonese, della ripetuta mancanza d’ascolto e di una gestione della sanità regionale con innumerevoli falle; gravata da reciproca, scarsa cooperazione col dipartimento per la tutela della salute, col governatore Mario ‪‎Oliverio e con lo stesso sub-commissario Andrea ‪Urbani.

Come deputato della Repubblica vigilerò ogni giorno perché le sue rassicurazioni siano al più presto riportate in atti concreti e propri; non come quelli istitutivi del segretariato commissariale, per cui la Regione Calabria ha erogato le relative spettanze in modo chiaramente illegittimo.

Mi consenta delle brevissime riflessioni.

1) La realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia e degli altri previsti dall’accordo della Regione col Ministero della ‪‎Salute non ha nulla da vedere con la struttura commissariale, che in maniera impropria seguita a ritenersi titolare e prospetta scenari di pura fantasia;

2) nell’attesa che a Vibo Valentia venga realizzato l’ospedale nuovo, per cui è fondato prevedere tempi ancora lunghi, occorre potenziare la sanità nel territorio, consentendo alla popolazione cure agevoli ed efficaci per cui stanno battendosi, oltre agli ospedalieri, comitati, associazioni, liberi‪ ‎cittadini e pochi esponenti politici autonomi.

Se, Commissario, è tornato sui suoi passi, ciò significa che aveva ‪torto: che col silenzioso sub-commissario Urbani ha articolato in scioltezza la nuova rete dell’assistenza, senza tenere conto delle realtà funzionanti, dei bisogni e delle carenze nei singoli territori; soprattutto nella provincia di Vibo Valentia, la più abbandonata da un governo cieco, sordo e fastidiosamente offensivo, come per la vicenda del fiero pasto con giubilo nella galleria di Mormanno.

Per onestà intellettuale, ribadisco l’‪illegittimità del commissariamento della Regione per il rientro dal ‪disavanzo sanitario, mantenuta di proposito dal governo nazionale. Confermo, altresì, la volontà del governatore Oliverio di evitare la presentazione di un nuovo programma operativo, che per legge determinerebbe il ritorno delle competenze sanitarie alla ‪‎Regione.

Questo gioco di finzioni danneggia soltanto i calabresi. Le chiedo pertanto, finché rimarrà in carica, di essere conseguente con gli impegni assunti e con il necessario rispetto delle regole, unica ‪bussola per tutti coloro che a vario titolo si occupano di sanità.

In attesa di pronto riscontro, Le porgo i migliori saluti.

Roma, 15 marzo 2016

Dalila Nesci

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