Disinformazione delle lobby e fatti Cinque Stelle

Alcune cose importanti. Mentre il Paese sprofonda nella crisi, certa stampa inventa, fomenta, disinforma. Fa gossip del Movimento Cinque Stelle e lavora sporco, a partire dai titoli. È una strategia subdola, meschina, fondata su arbitri e falsità.
Abbiamo bisogno di lavoro, scuole pubbliche efficienti, salute e giustizia. I vari giornali di regime non hanno scritto una riga sulla nostra battaglia parlamentare contro il rigassificatore di Gioia Tauro (Reggio Calabria) e sulle questioni che solleviamo ogni giorno riguardo alla sopravvivenza delle persone e della democrazia.

Ieri sono stata vittima di un’aggressione verbale alla Camera, da una giornalista che ha poi divulgato bugie. Mi ha messo in bocca espressioni inventate, per continuare con il copione delle spaccature nel Movimento. I media alterano la nostra dialettica e costruiscono l’unità del governo. Vi posto il video dell’intervento odierno alla Camera del vicepresidente Luigi Di Maio (M5S), che mi ha espresso ferma solidarietà.

Andiamo ai nodi attuali, che certa stampa ignorerà per rispondere ai suoi finanziatori, palesi ed occulti.

Per quanto riguarda l’Imu (Imposta municipale unica), è il sunto della collega Azzurra Cancelleri, “avevamo chiesto – con relative coperture finanziarie – di poter estendere l’esenzione agli immobili ad uso produttivo e a quelle distrutte dalle calamità che pagano la rata dell’imposta”. Avevamo anche inserito un emendamento che faceva slittare l’Iva, su cui la maggioranza maggioranza strombazza da tempo, salvo esprimere parere NON favorevole alla nostra proposta. Strano ma vero.

Ancora, non inganni il titolo dell’art.3 del DL 54/2013: non stati operati tagli alla politica, ma solo una riduzione irrisoria e non per tutta la classe politica.

Sono però stati accolti due nostri ordini del Giorno: in uno abbiamo chiesto l’esenzione dalla rata IMU per le case distrutte dalle calamità naturali; nell’altro è stato impegnato il Governo a ridisegnare l’Imu – per levarla – sulla prima casa, anche sul principio costituzionale per cui l’imposizione è da legare alla capacità contributiva della persona.

Altre tre cose.

Primo, i testimoni di giustizia non hanno ancora un referente, mancando nel governo la delega per la Commissione centrale di protezione. Significa che è messo all’angolo chi, con il coraggio della parola, ha determinato condanne in carcere per boss e gregari. Il messaggio è che non conviene fornire alla giustizia le prove utili: non conviene denunciare, raccontare. Quanto vuole attendere, prima di risolvere, il presidente del Consiglio? Lo dica chiaro, dopo il suo G8.

Secondo, dopo le recenti dichiarazioni del pentito di ‘ndrangheta Nino Lo Giudice – che a Reggio Calabria gli inquirenti avrebbero indotto a dichiararsi colpevole dell’ordigno davanti al Palazzo di giustizia – sorge in chiunque l’atroce dubbio che Stato e mafia si siano scambiati i ruoli. Ne deriva la necessità di un’inchiesta parlamentare, che da qui si invoca subito.

Terzo, urge una commissione bicamerale che si occupi di verificare l’operato delle banche, che hanno i nostri soldi e spesso finiscono come il Monte dei Paschi di Siena. Voglio vedere quali e quanti deputati o senatori sosterranno la proposta. Il Movimento Cinque Stelle ci sarà, come sempre. Lontano dal vuoto, nel cuore dei problemi.

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