DL Cultura: altro “no” alle proposte M5S per la Calabria

Emendamento Nesci 2

Al Decreto-legge cd. «Turismo e cultura» (n. 83 del 31 maggio 2014) avevo proposto un emendamento, esattamente all’articolo 7.

di Dalila NESCI

Con l’emendamento, bocciato dal ministro titolare Dario Franceschini, puntavo a:

1) stabilire come priorità, per il ministero dei Beni culturali, la salvaguardia di siti archeologici come Sibari (Cosenza), invasi dal fango;

2) rendere prioritaria la destinazione di fondi per il completamento di interventi conservativi di beni monumentali danneggiati dall’interruzione dei lavori, per esempio l’Abbazia florense di San Giovanni in Fiore (Cosenza), per cui è pendente una mia lunga interrogazione (qui il link).

Dunque, il mio emendamento prevedeva che fosse il parlamento a dare al governo un’indicazione di priorità rispetto agli interventi annualmente previsti dal Piano strategico «Grandi Progetti Beni culturali». Purtroppo il governo non ha considerato la proposta formulata. Credo che questo vada annotato e rispolverato al momento opportuno. Spesso ci viene detto che il Movimento Cinque Stelle non contribuisce nel concreto e fa solo rumore. Archiviamo anche l’ennesimo rifiuto rispetto ad una nostra – ritengo buona – iniziativa.

In relazione agli scavi di Sibari, riporto un’utile appendice che può chiarire lo stato attuale del sito calabrese, di cui scrissi subito dopo l’allagamento del gennaio 2013.

Per Sibari c’è ancora  poco

A Sibari sono stati già avviati degli interventi. Essi sono il frutto di un accordo tra Stato e Regione, con iniziative già partite, per esempio, per l’area museale di Sibari.


Inoltre, sulla vicenda degli scavi di Sibari è attivo un commissario per il dissesto idrogeologico – troverai notizia nella scheda – che ha già proceduto ad avviare i lavori per la messa in sicurezza degli argini del fiume Crati, che attraversa Sibari.

Ciò non toglie che l’emendamento proposto sarebbe stato utile per rimediare altre – purtroppo poche – risorse per rendere più fruibili e quindi più visitati dei posti straordinari come gli scavi di Sibari, purtroppo senza turisti.

L’urgenza degli scavi archeologici di Sibari

Fondazione di Sibari

La fondazione di Sibari risale, secondo gli archeologi, al 720 a. C., poco dopo quella di Roma. Essa fu opera di popolazioni di achei provenienti dal Peloponneso.

Il programma degli scavi

Un programma di scavi sistematici incominciò, purtroppo, soltanto sul finire degli anni Sessanta e durò per alcuni anni.

Questi scavi consentirono una sistemazione del sito, in cui vennero fatte straordinarie scoperte, relative a un santuario greco dedicato a una divinità femminile (Hera o Athena), che era stato un abitato o addirittura un luogo di culto delle genti locali che vivevano nell’area della piana di Sibari prima dell’arrivo dei Greci.

La custodia dei reperti

I reperti archeologici dell’antica città sono oggi custoditi nel Museo archeologico nazionale della Sibaritide ed il sito fa oggi parte del Parco archeologico di Sibari, che si estende per 500 ettari e di cui soltanto l’1% è stato oggetto di scavo. Un patrimonio archeologico immenso, tra i più grandi d’Europa.

L’alluvione del 2013

Il 18 gennaio 2013, purtroppo, lo straripamento del fiume Crati, che passa da Sibari e arriva a Cosenza, ha causato l’allagamento del sito archeologico, con danni enormi.

La scarsissima affluenza turistica

Per quanto concerne le presenze turistiche, nel 2012, prima dell’inondazione, Sibari ha messo in cassa, in un anno, soltanto 6.168 euro, con 3248 visitatori a pagamento e 8.731 gratuiti.

Le intenzioni dichiarate dal precedente ministro

Nel febbraio scorso, il precedente ministro per i Beni culturali, Massimo Bray, dichiarò che per la Calabria uno stanziamento complessivo di fondi strutturali pari a 61 milioni di euro, di cui 24,67 per la fase uno del piano progettuale, destinati a interventi nel Polo Museale di Sibari (7 interventi) e per il parco e il Museo archeologico di Locri (3 interventi), con gare già avviate.

La situazione degli interventi avviati a Sibari

Per il parco archeologico di Sibari, è stata già aggiudicata la gara di 2 milioni di euro per la rimozione completa dei detriti e il ripristino dei mosaici danneggiati. In attuazione dell’accordo di valorizzazione sottoscritto tra il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e la Regione Calabria, è stato già pubblicato il bando di 8 milioni di euro per sostenere le iniziative di gestione e di attivazione di servizi presso i siti finanziati dalla Regione Calabria.

Secondo il Commissario per il dissesto idrogeologico, Giuseppe Percolla, per mettere in sicurezza i due chilometri di argine si prevedono circa otto mesi. Per quanto attiene, invece, le gare di appalto in capo alla Direzione regionale dei Beni Culturali la Calabria, che utilizza fondi della Regione Calabria, in base alle informazioni assunte presso la Soprintendente Simonetta Bonomi, sono state ultimate le gare per la rimozione dei fanghi e la realizzazione delle trincee drenanti. I lavori dovrebbero iniziare entro pochi mesi.

Inoltre risultano concluse anche le procedure per l’ampliamento del museo di Sibari con l’allestimento di un nuovo spazio espositivo multimediale dedicato a Ippodamo di Mileto, che, per volere di Pericle, progettò la colonia di Turi, che si sovrappone in parte all’antica Sibari distrutta dai crotoniati, dando vita al primo esperimento di urbanistica del mondo occidentale.

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