Sanità calabrese, dossier 5 stelle ai ministeri. Zoom su abusi e truffa debito pubblico

Testa

 

Il Movimento 5 stelle ha trasmesso ai ministeri di Salute, Economia e Affari regionali un dossier gigante sulla gestione della sanità calabrese, inviandolo anche al Tavolo ex Massici, che si riunirà il 23 aprile per l’aggiornamento sulla Calabria.

 

di Dalila NESCI

Sono quaranta i punti contenuti nel documento, in cui compaiono le numerose denunce e richieste M5s riguardo alla sanità calabrese, con centinaia di pagine tra interrogazioni, esposti e questioni cruciali, dai milioni di euro buttati all’irregolarità negli atti, su cui il governo e la Regione Calabria sono stati ciechi, sordi e muti.

Il dossier, che sarà presentato nella settimana prossima in una conferenza stampa, porta la firma mia e di tutti i parlamentari M5s della Calabria, insieme alla firma del gruppo 5 stelle nella commissione Affari sociali della Camera.

Abbiamo inviato, poi, una lettera di trasmissione alle istituzioni destinatarie, nella quale si legge che “la commissione ministeriale di indagine sulla qualità dell’assistenza prestata dal servizio sanitario della Regione Calabria rilevò nella radicata e sistemica illegalità amministrativa il primo problema da risolvere per tutelare nei fatti il diritto alla salute. Da allora, cioè dal 14 aprile 2008, in Calabria la questione non è stata affrontata, con un peggioramento evidente ed esemplare, da farne un caso nazionale”.

“La gestione commissariale si sta caratterizzando – si legge ancora nella lettera – per un accentramento del potere talvolta tracimante: per la decretazione della rete assistenziale a prescindere dagli standard ospedalieri definiti dal Patto per la Salute 2014-2016; per la mancata attuazione di sentenze della magistratura amministrativa circa l’obbligo di riapertura degli ospedali di Praia a Mare e Trebisacce nella provincia di Cosenza; per il riordino fuori competenza della struttura dipartimentale regionale; per l’autorizzazione di consulenze strapagate quanto inutili (all’Asp di Reggio Calabria e a valutare il gradimento dell’offerta sanitaria regionale); per l’imposizione dell’imperio Università di Catanzaro nell’attivazione della Cardiochirurgia di Reggio Calabria; per le modalità di rideterminazione dei nuovi budget della sanità privata; per il mancato ascolto dei dirigenti medici in merito alle nuove assunzioni di personale”.

Nella lettera siamo andati, poi, a cogliere le reali ragioni del disastro sanità. Il nuovo testo dell’articolo 81 della Costituzione limita pesantemente, assieme al collegato articolo 97 Cost., la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo (art. 32 Cost.) e origina da una progressiva privazione della sovranità popolare (art. 1 Cost.), frutto di accordi europei – ratificati dal parlamento della XVI legislatura in violazione dell’articolo 11 Cost. – che hanno imposto sacrifici insostenibili, con l’espansione del «debito pubblico», cioè la truffa più colossale di ogni tempo. In questo quadro giuridico, causa degli orrori negli ospedali, si moltiplicano i tagli ai servizi sanitari, svuotando del tutto l’articolo 32 della Costituzione.

Soprattutto in Calabria, come mostra il nostro dossier.

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