Eletto Napolitano, Pd, Pdl e montiani verso la fine del Paese

NapolitanoG

 

«I conti devono essere in ordine e il vincolo di bilancio rispettato». Stavolta il dogma dell’Europa 2.0 è stato pronunciato da Ignazio Visco, a margine del vertice Fmi di Washington. Intanto, ieri la Triplice (Pd+Pdl e alleati+montiani) ha votato Giorgio Napolitano presidente della Repubblica. Il bis: serviva uno che unisse, hanno spiegato, sicché si sono accordati il solito D’Alema e il processato Berlusconi, che deve salvarsi da probabili condanne. Monti lieto.

di Dalila NESCI

Bersani ha fallito sull’elezione di Prodi, sulla formazione di un governo e, prima ancora, sulla composizione delle liste del Pd e sulla proposta politica, legata peraltro a vecchi quadri, intanto alla Bindi. L’hanno silurato da dentro, i suoi, dopo averlo usato come un ariete zoppo.

L’obiettivo della lobby del Pd e del Pdl, del tandem D’Alema-Berlusconi e dei loro amici potenti è chiaro: impedire che il popolo conti qualcosa, che abbia tutele adeguate e che la sua volontà venga tradotta in concreto. Pd, Pdl e banchieri montiani vogliono spartirsi l’Italia, ignorando le necessità degli italiani e la sempre più diffusa capacità di capire giochi e piani della politica, quella delle segrete stanze.

Ci voleva una soluzione di continuità, per i reggitori di questo sistema vicino all’implosione. Occorreva una figura in grado di imporre la regia dei potentati europei, potentati che nessuno ha eletto e voluto. Con la conferma di Napolitano il risultato è stato raggiunto. Prima che firmare tutti i provvedimenti utili in materia di giustizia e immunità, il nuovo, vecchio presidente obbligherà i sodali a seguire il decalogo della cancelliera tedesca e dei vertici dell’apparato bancario transnazionale.

Quali saranno gli effetti? Intanto, un aumento straordinario delle tasse, che verrà spacciato come inevitabile e salvifico in ogni salsa: dai tg all’intrattenimento idiota. Il protagonista di questa operazione sarà un analogo di Monti – si parla già di Enrico Letta  e di Giuliano Amato –, retto dalla stessa maggioranza del predecessore e coadiuvato da ministri della Triplice. Costoro, per illuderci sullo sviluppo, approveranno opere dannose e inutili, a spese dei contribuenti.

Tornerà prepotentemente la protesta sociale, si inasprirà il conflitto e i poveri poliziotti saranno costretti a manganellare individui nelle stesse condizioni di incertezza, precarietà esistenziale causata dagli oligopolisti industriali e bancari. Potranno esserci attentati, stragi compiute da speculatori che hanno bisogno di invertire i ruoli, di modo che passino come antidemocratiche e pericolose le masse in piazza.

Con questo programma, in cui ciascuno ha il suo vantaggio, i partiti tradizionali pensano di portare il Movimento Cinque Stelle al calo verticale e poi alla scomparsa. È chiaro, infatti, che noi siamo il loro guaio: non vogliamo il Tav, le centrali a carbone, i rigassificatori e, soprattutto, le imposizioni di un’Europa che opprime i popoli e punta ad annullarne la sovranità.

Per questo, e sino all’ultimo, abbiamo sostenuto un candidato presidente come Stefano Rodotà, indipendente, libero e legato alla Costituzione.

I segnali ora sono chiari: disoccupazione, chiusura delle aziende, fame, privazione di servizi e diritti. Significa che i calcoli della Triplice e dei suoi osservatori più in alto sono sbagliati, sballati e del tutto inattendibili; benché finora abbiano saputo servirsi del sistema democratico e delle sue procedure. È prossima la fine della loro egemonia; la perderanno proprio sul campo politico.

Fai un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>