Elezioni comunali in Calabria, è ora di mettersi in gioco

Dalila_Nesci_M5s

Tra pochi mesi si voterà in diversi Comuni della Calabria, probabilmente anche ad Acri e Amantea, i cui consigli sono stati da poco sciolti per dimissioni di pezzi della maggioranza. È forte, in giro, il desiderio di cambiamento. Il centrodestra calabrese è stato travolto dall’arresto di Nazzareno Salerno, che per l’accusa avrebbe sottratto soldi pubblici destinati ai più bisognosi, operando in favore della ‘ndrangheta. Il centrosinistra, per il momento risparmiato dalle inchieste, ha favorito clientele in Regione, piazzato in bei posti suoi ex sindaci – vedi il dirigente medico Ottorino Zuccarelli, nominato responsabile della sanità della «Cittadella» – e brillato per inconcludenza, fumosità e familismo spinto.

di Dalila NESCI

Il governatore Mario Oliverio rappresenta un’amministrazione regionale che è tutto, meno che normale. Con me non può barare, perché da oltre due anni gli sto alle costole e lo sbugiardo senza smentite. Ricordo, per esempio, la nomina illegittima di Santo Gioffrè al vertice dell’Asp di Reggio Calabria, l’allungamento – con apposita leggina – della durata dei commissari delle aziende sanitarie, la storiaccia dei fondi del teatro, i milioni persi in agricoltura, lo scandalo dei tagli boschivi che ha coinvolto il suo braccio destro Gaetano Pignanelli, l’indiscutibile mancanza di progettualità e la «Rimborsopoli» degli uomini che gli hanno garantito palate di voti, a partire dal discusso Nino De Gaetano. L’immobilismo della gestione Oliverio è assodato, soprattutto in materia di lavoro e sanità. Si pensi alle amare vicende di «Garanzia giovani» e «Fondazione Terina», all’epilogo della «Fondazione Campanella», alla paralisi del porto di Gioia Tauro e, in fatto di prestazioni sanitarie, ai dati impressionanti della Cardiochirurgia del policlinico universitario, con un numero di interventi sotto norma (233) e, per by-pass isolato, una mortalità elevatissima a 30 giorni (6,30%).
Le chiacchiere stanno a zero. C’è un’intera regione da ricostruire, partendo dai Comuni. C’è una regione che non si fida più delle doppiezze dei Magorno di turno e delle commedie di Bruno Bossio-Adamo, che ha gestito un’infinità di potere e affossato il settore telematico. Per il Movimento 5 stelle è arrivato il tempo dell’impegno diretto, dopo l’estenuante lavoro degli ultimi anni, fatto di denunce puntuali, di proposte concrete e di presenza costante sul territorio calabrese.
Il mio auspicio, perciò, è che da qui in avanti i nostri attivisti e simpatizzanti riescano a costruire l’alternativa nei singoli municipi, con coraggio e con la consapevolezza che non si può delegare il futuro comune a chi ha finora dimostrato di avere un senso malato del bene pubblico. Non c’è nulla da perdere nel proporsi in prima persona, nel partecipare alla costruzione di programmi elettorali discussi insieme e provenienti dal basso.
La Calabria si spopola senza sosta. È tempo di fermare l’emigrazione e di creare le condizioni per il ritorno di giovani e meno giovani. Perciò bisogna rimboccarsi le maniche, seppellire il rumore inconcludente e riscoprire la bellezza del confronto, l’importanza dell’esperienza politica vera e ricca di contenuti.

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