Ennesima interrogazione sullo stato dei depuratori in Regione e a Vibo

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L’emergenza depuratori in Calabria e, in particolar modo, a Vibo Valentia continua. A nulla è servita la mia interrogazione dell’estate scorsa che disegnava un quadro oscuro sulla gestione dei depuratori in regione. Il governo infatti non ha mai risposto. Oggi sono tornata sulla questione con una seconda interrogazione, dopo la petizione popolare sul depuratore “Argani” a Tropea (Vv) e sull’inquinamento in località Mandricelle (Vv).

 

di Dalila NESCI

I gravissimi problemi di depurazione nella provincia di Vibo Valentia sono un’offesa perpetua ai cittadini e alla natura dei luoghi, oltre che un ostacolo imponente per l’occupazione e per l’economia del territorio. Ho chiesto al governo di intervenire con urgenza, trattandosi di un problema con ombre, rimpalli di responsabilità e violazioni diffuse. L’ho fatto in un’interrogazione presentata oggi e rivolta ai ministri dell’Ambiente, della Giustizia, della Salute e dei Beni culturali.

A loro ho chiesto espressamente «quali iniziative di loro competenza intendano intraprendere al fine di verificare le effettive condizioni dei depuratori nella provincia di Vibo Valentia, la rispondenza alla normativa di specie, il potenziale inquinante e i relativi rischi di salute per la popolazione e di compromissione dei siti protetti e di interesse comunitario». Non solo. Ho chiesto anche «quali interventi immediati ritenga il ministro dell’Ambiente necessari per la tutela del territorio dall’inquinamento» riconducibile ai singoli depuratori.

Non è la prima volta che chiedo interventi concreti da parte del ministero sui depuratori. Me ne ero occupata anche in estate presentando un’altra interrogazione che disegnava un quadro oscuro sulla gestione dei depuratori in Calabria e, in particolar modo, nella provincia di Vibo Valentia. Purtroppo il governo non ha mai fornito una risposta. Ora siamo tornati all’attacco dopo la petizione popolare sul depuratore “Argani” a Tropea (Vv) e sull’inquinamento in località Mandricelle (Vv), rilevato dalle commissioni straordinarie di Joppolo (Vv) e Ricadi (Vv), che poi hanno interessato il prefetto di Vibo Valentia, Giovanni Bruno.

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