Fanfare e silenzi sui giornali di Calabria

Fanfare e silenzi 1

Oggi su Gazzetta del Sud e Quotidiano della Calabria non c’è traccia di un comunicato mandato ieri con abbondante anticipo. Nello stesso, si raccontava lo svolgimento del question time del Movimento Cinque Stelle riguardo alla chiusura di 72 piccoli ospedali in Calabria e in tutta Italia.

di Dalila NESCI

Preciso. In aula, proprio nel pomeriggio di ieri, con la collega Silvia Giordano abbiamo chiesto al governo di non chiudere le strutture in questione. Crediamo che la sanità, specie della Calabria e della Campania, debba essere riorganizzata salvaguardando e migliorando l’esistente. Con chiarezza e coraggio, abbiamo inoltre detto che i tagli alla sanità, previsti nel “Patto della Salute” 2014-2016, dipendono molto dal Mes, cui l’Italia sta dando oltre 125 miliardi: soldi che non potranno essere spesi per ospedali, scuole, università e strade.

Abbiamo inoltre sottolineato che il diritto alla salute, in Costituzione «fondamentale», non può essere compresso o cancellato per motivi di bilancio: le persone non sono numeri né cose.

Ci ha risposto il ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, che ha letto con evidente distacco un resoconto preparato dal Ministero della Salute, in cui ha confermato che per il governo contano le cifre, non altro. Provare per credere, QUI IL VIDEO DEL QUESTION TIME.

Le testate calabresi sopra citate non hanno dato importanza al problema che abbiamo sollevato, legato alle politiche economiche imposte agli Stati membri da Bce, Fmi e Commissione europea. La sanità calabrese è ben al di sotto dei livelli base, ma questo parte della stampa locale l’ha dimenticato.

Nessuna o scarsa importanza, poi, le stesse due testate hanno dato alla nostra nota sull’atto M5S, ieri presentato alla Camera e poi comunicato, per l’impugnazione da parte del governo della legge elettorale calabrese, mostruosamente incostituzionale. Ma al ministro Lanzetta, in proposito, sono stati riservati titoli e spazi enormi (in foto la prova evidente, nda), come se soltanto il governo Renzi guardasse con sdegno alla nuova legge elettorale della Calabria.

Il Quotidiano della Calabria e La Gazzetta del Sud hanno fatto scelte simili per la battaglia parlamentare M5S contro i potentati politici calabresi, per esempio la famiglia Gentile di Cosenza e il fido tipografo Umberto De Rose. Alcune censure: il ministro Guidi verifichi eventuali truffe, Poletti e Lanzetta mandino gli ispettori a Fincalabra, il conflitto della Stasi, Magorno e le Rai-comandazioni, lo “scandalo” Fincalabra, Cinghiali e silenzi 2, Cinghiali e silenzi 1.

Cito ancora due esempi di censura. Stamani non c’è traccia su Gazzetta del Sud, benché comunicata alla stampa, della mia richiesta al ministro del Lavoro di prorogare la cassa integrazione ai dipendenti Italcementi di Vibo Valentia e al ministro dello Sviluppo economico di riattivare il tavolo tecnico sul caso. Anche a riguardo silenzio; come se non avessimo proposte o senso della politica.

Per ultimo, ricordo il mutismo diffuso della stampa calabrese quando, con buona parte del gruppo parlamentare M5S alla Camera, presentammo due atti – un’interrogazione completa e un’interpellanza urgente – contro i crimini delle banche, partendo dalla vicenda dell’imprenditore Antonino De Masi.

Il punto è semplice. Lavoriamo incessantemente, rispondendo ai cittadini e individuando cause e soluzioni di gravi problemi generali, in particolare calabresi. La stampa però, non tutta, scrive di noi solo per pettegolezzi, montature, sciocchezze. Che mai riguardano la nostra attività, su cui ci piacerebbe essere giudicati; anche duramente, se è il caso.

 

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