Fiscal compact: gli artefici, i complici e il governissimo (VIDEO)

 

 

 

Il testo dell’intervento

 

Signor Presidente, signori ministri, colleghi deputati,

il 2 marzo 2012 a Bruxelles fu redatto il Fiscal Compact, il Patto di bilancio europeo che prevede enormi sacrifici.

L’approvazione del Trattato in Italia, avvenuta nella scorsa estate, ha comportato una conseguenza: il dispositivo è entrato nella Costituzione italiana, sicché il pareggio di bilancio è un obbligo fondamentale. Tale obbligo, però, si pone in contrasto con i doveri della Repubblica e con i diritti dei cittadini, sempre più sottoposti a tagli e tasse che producono perdita di servizi, di lavoro, di economie, di speranza nel futuro.

L’Italia ha dunque ceduto alcune prerogative di giurisdizione nazionale all’Unione europea. Il che non può considerarsi affatto normale.

Il Fiscal compact, oltre a determinare la cessione di un pezzo di sovranità, che per Costituzione appartiene al popolo, comporta che le politiche economiche dei prossimi decenni sono già ipotecate. La strada è tracciata.

L’approvazione del Fiscal compact e degli atti collegati è opera vostra, signori ministri del Pd, del Pdl e del raggruppamento Monti. Ieri avete affidato il governo dell’Italia ai poteri forti europei, oggi siete gli attuatori del loro programma di austerità.

Apro una parentesi. Ricordo che quando il senatore Monti si presentò alla Camera, ricevuto l’incarico di presidente del Consiglio, proprio il suo successore, l’onorevole Enrico Letta, si mise a disposizione con un discusso bigliettino.

Di là da ogni dietrologia, quell’episodio mi pare simbolico di un’equivalenza delle parti politiche, legate a un modello sbagliato di Europa e unite dalla disponibilità a sgretolare la sovranità dei cittadini, per interessi di grandi capitali.

Di proposito, si è spiegato quasi niente del Fiscal compact, del collegato Meccanismo Europeo di Stabilità e del Fondo salva-Stati, che nella vostra coscienza sapete essere un vero imbroglio.

Tutto questo sulla base di logiche impositive, verticistiche, antidemocratiche; sulla base di un’idea di Europa delle lobby, delle ragionerie tecnocratiche e dei loro sostenitori politici, la quale mortifica i popoli e il progetto dell’unità politica del Vecchio continente.

Il Movimento Cinque Stelle propone di intervenire nel rapporto, in termini di sovranità nazionale, tra il Fondo salva-Stati e il Parlamento; due, occorre agire anche rispetto all’attuazione del pareggio di bilancio, che è un’aberrazione e cancella gli studi di economia e di diritto di tutti i presenti in aula. Per ultimo, bisogna modificare l’organizzazione dei gruppi bancari, strutturati a mo’ di scatole cinesi funzionali a operazioni, ormai sempre più note, che acuiscono la crisi.

Vogliamo chiudere con le parole del prof. Stefano Rodotà. “In questo momento l’Europa è lontana, Bruxelles è detestata, perché viene percepita dai cittadini europei come il luogo da cui arrivano i sacrifici. Invece – continua il prof. Rodotà – per i cittadini europei ci sarebbe, ci può essere e ci deve essere la dimensione dei diritti che è nella vocazione storica dell’Europa”.

 

 

Fai un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>