Fondazione Terina: mio appello a Viscomi per l’immediato riordino

Terina

Un dipendente della Fondazione Terina avrebbe tentato il suicidio. Da 7 mesi il personale dell’ente regionale non riceve lo stipendio, nella generale indifferenza della politica, che rinvia le soluzioni. C’è una legge regionale ancora da applicare, la n. 24 del 2013, che risolleverebbe la situazione del personale di Terina. M5S ha chiesto al vicepresidente della Regione Calabria di attivarsi, proponendo un immediato dialogo politico per il lavoro.

di Dalila NESCI

I lavoratori della Fondazione Terina non possono attendere ancora, soprattutto dopo il segnale di disperazione che un dipendente avrebbe lanciato tentando di recente il suicidio. Il professor Antonio Viscomi, vicepresidente della giunta regionale, convochi al più presto il tavolo tecnico già prospettato, al fine di ridefinire l’assetto dell’ente regionale in applicazione della legge della Calabria n. 24 del 2013.

Confido nell’attivazione del vicepresidente, affinché si risolva un problema vivo da troppo tempo, causa di danni insostenibili per i dipendenti, rimasti da 7 mesi senza stipendio, e per la stessa Regione Calabria, in grave ritardo nella riorganizzazione delle strutture pubbliche e nel reimpiego delle risorse.

Il 24 settembre del 2014 interrogai quattro ministri, di Lavoro, Affari regionali, Sviluppo economico e Ricerca, chiedendo interventi tangibili per garantire i diritti dei lavoratori della Fondazione Terina. Nell’intera regione si registra una perdita impressionante di redditi. Serve, dunque, grande responsabilità della politica, per evitare che i tagli incessanti del governo e la generale carenza di liquidità siano una camera a gas per i calabresi, privati dei servizi sanitari di base, dei trasporti, di prospettive e di speranze.

In parlamento il Movimento 5 stelle preme ogni giorno per l’istituzione del reddito di cittadinanza, che soprattutto in Calabria sarebbe un ausilio concreto, considerati la precarietà del tessuto produttivo, la debolezza della componente politica, i pesanti debiti della Regione e l’alternativa occupazionale offerta dalla criminalità organizzata. Sui temi del lavoro va aperto subito un dialogo politico, al di fuori di ogni convenienza elettorale.

 

 

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