FONDI EUROPEI: IN CALABRIA I RITARDI E LE PAROLE DI OLIVERIO PESANO SULLO SVILUPPO

La solita lentezza burocratica su innovazione, turismo e internazionalizzazione delle imprese. Eccovi i dati ufficiali. Oliverio continua a fare promesse a vuoto. Il Movimento 5stelle può consentire un vero cambio di passo.

Ancora una volta le promesse del governatore della Calabria, Mario Oliveriosi polverizzano davanti alla realtà.

Vi parlo dei fondi europei per lo sviluppo della regione, su cui continua una retorica fumosa e nemica dei fatti. Nello specifico, la questione riguarda decine di milioni di euro in arrivo dall’Unione europea, volti a finanziare l’innovazione in otto distinti ambiti. La Regione di Oliverio ha dato la possibilità di partecipare a molte imprese, con regole di partenza che non hanno garantito un’attenta selezione all’ingresso. Tante aziende hanno presentato domande di finanziamento senza avere concreta possibilità di ricevere contributi. È chiaro, poi, che l’apertura così ampia della Regione ha di per sé allargato la discrezionalità delle commissioni giudicatrici.

Sull’apposito portale CalabriaEuropa sono disponibili i dati del caso.
Il
 bando “Macchinari e impianti”, come ha scritto il giornalista Pablo Petrasso sul Corriere della Calabria«era uno di quelli più importanti dal punto di vista della dotazione finanziaria»: 25milioni di euro a disposizione e 1.474 domande, con il conseguente, ha rilevato Petrasso, «appesantimento delle procedure». Al momento le domande valutate sono 450, quelle finanziate poco più di 100, cioè circa il 25% circa del totale. «Tre aspiranti su quattro – ha ricostruito Petrasso – hanno inoltrato richieste e istruito pratiche a vuoto. E secondo questa proiezione saranno finanziate poco più di 220 domande su 1.474, con una media di 111mila euro per ciascun contributo. Siamo a (meno di) un terzo nell’esame delle domande». Il complesso iter del bando è partito il 17 ottobre 2016, più di quattordici mesi fa. “Macchinari e impianti”, ha raccontato Petrasso, «spiega bene le conseguenze dell’eccesso di partecipazione provocato dall’apertura a otto ambiti di intervento. Assieme a studi clinici, laboratori medici e farmacie, che fanno la parte del leone nella competizione per assicurarsi i fondi, compaiono bar, caffetterie, macellerie e parrucchieri che vanno a ingrossare le file dei delusi».

Sempre i tempi sono il nodo centrale per il bando Horizon 2020, pensato per le piccole e medie imprese innovative. In proposito c’è voluto un anno per arrivare alla graduatoria definitiva mentre, a seguito del ripescaggio di alcune aziende escluse dalla prima graduatoria. Il contributo totale erogato dalla Regione è pari a circa 170mila euro: cioè circa il 14% circa del totale delle risorse disponibili, pari a 1milione e 200mila euro.

E ancora, il bando “Ict”, ideato per sostenere le aziende che decidono di investire in tecnologia per l’informazione e la comunicazione,«ha seguito – per quanto ricostruito da Petrasso – un percorso simile agli altri: il via ufficiale risale al 28 ottobre 2016; un anno e due mesi dopo sono state esaminate – i dati sono aggiornati al 21 dicembre scorso – 100 domande sulle 331 pervenute alla Regione». Pertanto, la conseguenza inevitabile è, ha concluso Petrasso, «che poche imprese siano riuscite a ottenere i fondi richiesti, anche tra quelle che hanno vinto i bandi».

Non va meglio per il bando, da 3,5milioni di euro, finalizzato a consentire i processi di internazionalizzazione delle piccole e medi imprese. Nella fattispecie, le domande arrivate sono state tutte esaminate. Tuttavia, ha precisato Petrasso, «il percorso si è concluso solo nello scorso mese di novembre»«Molte delle ditte che hanno partecipato, invece, speravano – ha scritto Petrasso – che il bando si chiudesse nel giro di tre o quattro mesi: l’idea era quella di utilizzare i fondi per partecipare alle fiere internazionali del 2017. Niente da fare, sarà tutto rinviato di un anno».

In quanto al bando “Offerta turistica”, invece, «gli operatori si augurano che la burocrazia possa darsi una regolata e concludere velocemente le procedure (a 80 giorni dalla partenza siamo arrivati alla presa d’atto delle domande presentate)».

La questione di fondo è rappresentata con chiarezza nel citato pezzo di Petrasso. «Le aziende e il mercato calabresi avrebbero bisogno di bandi ogni due o tre anni, per ciascun settore di intervento. La programmazione, invece, con i suoi ritardi (in parte fisiologici e in parte “indotti” a monte, come nel caso delle strategie dell’innovazione) ne consente uno ogni sei anni». La Calabria non può permettersi questa lentezza, ne risente l’economia e i milioni mandati dall’Unione europea rischiano di servire a poco e a pochi.

La responsabilità politica collegata al mandato governatore Oliverio avrebbe dovuto portarlo a guardare con attenzione alla burocrazia, in larga parte scelta o confermata proprio dallo stesso presidente della Regione Calabria, che conferma la sua passione per le parole; quelle che una celebre canzone definiva come «parole, soltanto parole».

Il Movimento 5stelle può segnare un cambio di passo decisivo, riformando la burocrazia regionale sulla base delle competenze dei singoli e dei risultati obiettivi in ambiti essenziali per lo sviluppo: innovazione, internazionalizzazione e turismo. Largo ai giovani!

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