Briatico: ‘ndrangheta ed elezioni. Interrogati Orlando e Alfano

orlando alfano

 

Io e i colleghi M5S Giulia Sarti, Francesco D’Uva e Riccardo Nuti (che sono membri della commissione Antimafia) abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare entrando nel merito delle recenti elezioni comunali di Briatico (Vibo Valentia), in precedenza sciolto per infiltrazioni mafiose.

 

di Dalila NESCI

 

Nell’atto abbiamo ricostruito tutta l’incredibile vicenda – con nomi, fatti e documenti – di cui è stato protagonista negli ultimi mesi Briatico. Siamo stati più che chiari: abbiamo chiesto ai ministri dell’Interno e della Giustizia «quali verifiche e misure urgenti vogliano intraprendere per assicurare che ogni precedente rapporto con l’antistato, dati i passati scioglimenti ricordati in premessa, sia stato effettivamente rimosso e per escludere che non vi siano rapporti di natura malavitosa tra istituzioni locali e associazioni mafiose sul territorio».

Altro passaggio chiave dell’interrogazione è la richiesta ai ministri Angelino Alfano e Andrea Orlando di rispondere sull’eventuale esistenza, come parrebbe, di «rapporti di parentela tra esponenti di organizzazioni criminali e rappresentanti delle istituzioni del municipio in parola riconducibili a fatti delittuosi o reati tali costituire un oggettivo pericolo per la sana amministrazione del Comune di Briatico».

Attorno alla vicenda di Briatico, però, c’è anche un episodio di incredibile ritardo della giustizia, che non trova apparente giustificazione. In sintesi, dopo il ricorso del ministero dell’Interno che chiedeva l’incandidabilità del sindaco Andrea Niglia, era stata fissata la prima udienza davanti alla Corte di Appello di Catanzaro per il 19 maggio 2014. Dunque prima delle elezioni. Inspiegabilmente tutto è stato poi spostato al 16 giugno, 23 giorni dopo le elezioni che hanno visto lo stesso Niglia eletto nuovo sindaco di Briatico, poiché il fascicolo relativo alla sentenza di primo grado incredibilmente non è stato consegnato dal Tribunale di Vibo Valentia a quello di Catanzaro, nonostante i due capoluoghi distino soltanto 50 chilometri. Ecco perché abbiamo chiesto ad Alfano e Orlando anche «se intendano adottare ogni iniziativa di competenza, anche di carattere ispettivo, riguardo alla ritardata consegna del fascicolo» sul ricorso dell’Interno riguardo alle ultime elezioni comunali.

Vedremo se Alfano e Orlando risponderanno e cosa risponderanno. È ora che vengano date risposte concrete, serie ed esaustive ad una vicenda che, ad oggi, resta inspiegabile e di una gravità assoluta.